La manifestazione
Solvay, in sicurezza la collina dei veleni
Via libera al completamento della decontaminazione dell’area dell’azienda. Una bonifica da 6 milioni di euro
MASSA. A margine della terza edizione del "Safety Day" Pasquale Casaburo, direttore dello stabilimento Solvay Chimica Italia, ha fornito notizie assai rassicuranti, non solo in termini di sicurezza sul lavoro, ma anche riguardo alle operazioni di bonifica del sito occupato dalla fabbrica. «Abbiamo ricevuto il via libera per completare i lavori di decontaminazione dell'area – ha affermato il direttore – Essi attualmente sono stati realizzati al 90% e verranno ultimati entro 6 mesi a partire da oggi. L’area detta collinetta è stata messa in sicurezza ed i terreni inquinati sono stati bonificati, per una spesa di 6 milioni».
Se pensiamo che nel sito Solvay, anche dopo il passaggio di gran parte del Sin apuano a Sir, l'inquinamento restava di un livello tale che la sua bonifica era ancora di competenza del ministero dell'Ambiente, insieme a quelle dei siti ex Farmoplant, ex Rumianca ed ex Ferroleghe, possiamo comprendere appieno l’importanza di questo annuncio. Lo stabilimento Solvay, noto un tempo come Sabed/Bario, occupa una vasta area (circa 200mila metri quadrati) della zona industriale apuana e dà lavoro a 120 dipendenti, oltre a circa una sessantina di lavoratori di ditte esterne. Dal 1965 produce composti di bario: carbonati, cloruri, solfati, solfuri, e polisolfuri, nitrati e idrati a partire dalla barite naturale (solfato di bario). In passato i rifiuti tossico-nocivi derivanti da tali lavorazioni venivano smaltiti all'interno dello stabilimento, spargendoli sul terreno, accumulandoli in colline artificiali alte decine di metri. Nel Piano regionale di bonifica delle aree inquinate D.M. 30.12.89, del G.R. 6803 del 26.7.91 questi rifiuti venivano quantificati in 550mila metri cubi ed erano definiti industriali speciali o non classificati. Non si trattava affatto di cumuli stoccati momentaneamente, ma di una condizione che durava da decenni e sembrava permanente.
A peggiorare le cose c'era il fatto che lo stabilimento in questione fosse vicino a centri abitati e prospiciente al campo scuola, frequentato dagli allievi di varie discipline sportive e dello stadio Oliveti, dove i tifosi che ogni pomeriggio stazionavano proprio davanti ai cancelli della fabbrica, in corrispondenza di quelli degli spogliatoi dei calciatori. Adesso, però, stando a quanto assicura il direttore dell'impianto, le problematiche ambientali e sanitarie sembrerebbero ormai prossime ad una soluzione definitiva, grazie al completamento delle opere finalizzate alla decontaminazione del sito Solvay, previsto tra pochi mesi.
David Chiappuella
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