Sicurezza
Ex commerciante trovata morta a casa Disposta l’autopsia
AULLA. Era conosciutissima in città e non soltanto per essere la figlia di una delle storiche maestre di Aulla, ma anche perché per alcuni anni aveva gestito un negozio di calzature e abbigliamento....
AULLA. Era conosciutissima in città e non soltanto per essere la figlia di una delle storiche maestre di Aulla, ma anche perché per alcuni anni aveva gestito un negozio di calzature e abbigliamento. A contatto con il pubblico per un periodo, il suo era rimasto un volto noto.
Non ce l’ha fatta Maria Cristina Pancaldi, 56 anni: quando i sanitari, martedì sera, una decina di minuti prima delle 21, hanno raggiunto casa sua, nel centro di Aulla, lei aveva già detto addio alla vita. Hanno tentato di rianimarla, ma ogni sforzo è stato vano, il cuore della donna aveva già smesso di battere.
Un lutto che segna la città che conosceva molto bene Maria Cristina e la sua famiglia.
La donna viveva da sola e forse proprio perché nessuno ha assistito ai suoi ultimi momenti di vita e può ricostruirli, l’autorità giudiziaria ha deciso di disporre accertamenti per tentare di disegnare la dinamica dell’accaduto e la causa del decesso. Il corpo della cinquantaseienne rimane quindi a disposizione dell’autorità giudiziari che ha disposto l’autopsia. Gli inquirenti ritengono che l’ipotesi più probabile sia quella della morte naturale, ma vogliono che si dissipi ogni dubbio soprattutto alla luce di un segno sulla fronte della donna.
Quel segno, un ematoma, è compatibile con un trauma cranico, una caduta accidentale, ma gli inquirenti hanno bisogno di escludere anche la più remota delle eventualità.
Maria Cristina viveva sola, potrebbe essere scivolata - è questa in effetti la ricostruzione più probabile anche agli occhi della magistratura - e potrebbe aver battuto la testa, magari finendo contro uno spigolo o uno scalino. E il colpo potrebbe esserle stato fatale.
In effetti in casa non sono stati riscontrati segni di effrazione che lascino presumere l’ingresso di qualcuno, nè la donna riportava segni di un’avvenuta colluttazione. Insomma, nulla fa presumere che qualcuno, magari un ladro, sia entrato e abbia fatto del male alla donna, spingendola o gettandola a terra.
In ogni caso l’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia sul corpo per accertare senza alcuna ombra di dubbio la causa della morte.
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