Il Tirreno

Con le doglie, non può raggiungere il Noa

Con le doglie, non può raggiungere il Noa

Autostrada chiusa, elicottero in missione: la donna deve attendere in pronto soccorso a Pontremoli

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PONTREMOLI. Di parti ne ha già affrontati due, sa bene quando c’è da correre all’ospedale, quando i dolori sono tali da annunciare la nascita. Che si tratti di doglie non c’è alcun dubbio: le acque si sono già rotte. Così la donna chiama il 118 e chiede l’intervento di un’ambulanza: c’è da raggiungere Massa perché il punto nascita per l’intera provincia è lì.

I sanitari si precipitano, ma la paziente, fino all’ospedale delle Apuane, non la possono proprio accompagnare. E non perché non lo vogliano, ma perché l'autostrada non è percorribile: in piena notte un camion ha preso fuoco, non ci sono feriti, ma la circolazione è bloccata, la carreggiata deve essere bonificata e messa in sicurezza. Così l’ipotesi di arrivare al reparto di ostetricia su 4 ruote decade. La donna, con le doglie in corso, viene accolta in una sala del pronto soccorso di Pontremoli. A darle una mano c’è la ginecologa che garantisce il servizio ambulatoriale: lascia lo studio e assiste la partoriente. A quel punto scatta l’opzione B: se non si può raggiungere l’ospedale massese via terra, lo si raggiungerà volando. Viene, quindi, allertato il servizio di elisoccorso. Ma Pegaso non è alla base di Cinquale: copre vaste porzioni di territorio regionale e sta portando un paziente politraumatizzato all’ospedale pisano di Cisanello. L’elicottero, attrezzato per consentire anche il parto in volo, non può raggiungere la Lunigiana.

Sono momenti di preoccupazione e l’idea di chi assiste alla scena è che la donna debba partorire a Pontremoli: certo quello è un ospedale, certo la ginecologa non lascia la paziente un secondo, ma lì una sala parto non c’è, nè qualcuno può sottoporre la donna ad analgesia. Insomma, le condizioni garantite in un reparto di ostetricia mancano tanto che la partoriente rimane in pronto soccorso perché la sala parto a Pontremoli non esiste più. Il problema si risolve nella tarda mattinata quando il casello riapre i battenti e l’ambulanza può tornare a percorrere l’autostrada.

Emergenza superata, quindi, anche se l’episodio riporta di attualità il tema delle sale parto in Lunigiana, almeno per un’assistenza di emergenza in caso di situazioni delicate o di parti precipitosi.

(c.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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