Il Tirreno

Camion del marmo in città sì della Cgil: «Accettabile»

Camion del marmo in città sì della Cgil: «Accettabile»

“Cinque mezzi al giorno e solo per sei mesi: un compromesso sostenibile per salvare 40 posti di lavoro delle cave del Sagro. Non un ricatto occupazionale”

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CARRARA. Camion dal Sagro, dopo il duro intervento della Cisl arriva la replica della Cgil: «Gli accordi presi con il protocollo sono un compromesso accettabile per salvaguardare 40 posti di lavoro». «Il periodo ristretto, sei mesi, e il numero assai limitato di camion, 5 mezzi al giorno, sono un compromesso accettabile che permette in via transitoria di salvaguardare quaranta posti di lavoro». Così Cgil prende le difese del protocollo di intesa siglato da Provincia, Parco delle Apuane e i Comuni di Fivizzano e di Carrara e risponde all’intervento della Cisl, che con il suo segretario Andrea Figaia aveva contestato apertamente il ritorno dei bisonti del marmo sulle strade di Carrara.

La Cgil sottolinea come la salvaguardia dei livelli occupazionali è un fattore «non secondaria vista la situazione di grave crisi che riguarda il nostro territorio». Allo tempo stesso però il sindacato di Paolo Gozzani sposa la linea tenuta dal Governatore Rossi che non più tardi di qualche giorno fa in audizione al Senato ha parlato apertamente di contingentamento e razionalizzazione dell’escavazione, per individuare un giusto rapporto tra materiale estratto e numero di lavoratori. «Pensiamo che occorra riprendere il confronto sul contingentamento delle escavazioni e sulle strategie di valorizzazione della risorsa marmo che possono garantire insieme la sostenibilità sociale ed ambientale di questo genere di produzione e la redditività per le imprese che la esercitano» scrivono dalla Cgil, ricordando che «la nostra comunità ha già vissuto con profonde lacerazioni e ferite sociali il conflitto ambiente lavoro: responsabilità di tutti sarebbe quella di evitare che la storia si ripeta», con un chiaro riferimento, ai conflitti anni ’80 sul destino della zona industriale apuana.

Ed è proprio partendo da questo presupposto che la Camera del Lavoro ribatte all’accusa lanciata dalla Cisl, smentendo l’ipotesi che nella vicenda delle cave del Sagro «il ricatto occupazionale sia utilizzato per garantire a qualcuno di fare ciò che vuole»: rivendicando il suo ruolo di sindacato «più di altri rappresentativo» nel comparto lapideo e il contributo fornito negli anni «alla maturazione, nella nostra opinione pubblica, di una consapevolezza diffusa dei rischi e delle opportunità che la lavorazione del marmo rappresenta per il nostro comprensorio», la Cgil rilancia come priorità «il tema della sostenibilità del lavoro nel settore della pietra naturale, funzionale ad un approccio orientato a ridurre gli impatti ambientali e sociali dell’industria del settore lapideo, così come nostro obiettivo – concludono dalla Camera del Lavoro - è quello di sensibilizzare gli addetti ai lavori sulla necessità di creare una filiera produttiva socialmente responsabile e rispettosa del territorio e dell’ambiente.

Cinzia Chiappini

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