Il Tirreno

la protesta

Gaia, le bollette tornano e ancora salate

di Chiara Sillicani
Gaia, le bollette tornano e ancora salate

Il comitato “Acqua alla gola” lancia la sua proposta: rete idrica nella mani di Evam, depurazione affidata al Cermec

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MASSA. Ci tengono a dimostrare che il mero gusto della contestazione non c’è, a sottolineare che ad un “no” secco a Gaia, loro accompagnano proposte e progetti. Perché il comitato “Acqua alla Gola” il suo obbiettivo lo ha esplicitato in tutte le lingue del mondo: dire addio a Gaia e riportare rete idrica e depurazione nella mani del Comune. Adesso, però, il comitato traduce l’obbiettivo in un progetto, disegna le modalità del “ritorno” a Palazzo civico e descrive i meccanismi di gestione diretta del servizio. Quadro complesso, ma sintetizzabile con due parole, le due parole che usa Egidio Verona, ex Idv, e membro del comitato: Evam e Cermec. Nessun carrozzone, nessuna nuova costituzione, soggetti già esistenti e nel “portafoglio” del Comune, con le competenze - aggiunge Verona - per portare l’acqua nelle nostre case e per depurare quella che dalla nostre case esce, in direzione fiumi e mare.

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Il punto di partenza è una riflessione - garantisce il comitato - sulle conoscenze necessarie per la gestione del sistema: «È davvero strano - rincara Verona - che siano affidate a Gaia la distribuzione dell’acqua e la depurazione. Servizi distanti, diversi, che richiedono diversi saperi. Saperi - aggiunge - che il territorio ha». Perché se non conosce l’acqua Evam, l’ente valorizzazione acque minerali chi - per parafrasare - potrebbe conoscerla? E se di processi di decomposizione, non se ne intende Cermec che smaltisce i rifiuti, chi potrebbe saperne di più? Proposta forte che si accompagna all’idea di scindere i costi del servizio facendo ricadere la depurazione nella Tari, la tassa che paghiamo al Comune per la spazzatura. E - ultimo tassello - riassorbendo i lavoratori in forza a Gaia.

Proposta che il sindaco riceve a pochi giorni dal tavolo fissato con i comitati e con Gaia per fare il punto e proprio mentre finiscono in cassetta della posta le nuove bollette.

Il gestore sta, infatti, “presentando il conto” e - parola del comitato - è davvero un conto salato. Bollette - spiega - che non si discostano di un centesimo da quelle recapitate il precedente trimestre: «Gli impegni presi - Alfonso Baldi e Francesca Galloni non le mandano a dire - non sono stati rispettati. Il deposito cauzionale, diversamente da quanto promesso dal sindaco, rimane e rimangono le partite pregresse. Gaia - rincara Baldi - si limita ad allegare alla fattura una locandina con cui invita a domiciliare in banca le bollette». Perché in caso di domiciliazione il deposito non è previsto: «È evidente - Baldi tira le somme - che i cittadini la domiciliazione non la fanno perché la fattura vogliono vederla prima di saldare».

Poi, per esplicitare, il comitato si affida all’esempio: «Un’artigiana ha ricevuto lo scorso trimestre una bolletta da 1.024 euro, ha chiesto di rateizzarla e sta facendo i conti - è proprio il caso di dirlo - con un esborso mensile di 236 euro. Nei giorni scorsi nella cassetta della posta finisce una nuova bolletta da - a fornire la cifra è il comitato - 723 euro. Così si mettono in ginocchio cittadini e piccoli imprenditori». Bollette salate, ma tutte quante contestabili, parola di Francesca Galloni, aderente al comitato e legale di Confconsumatori: «Gaia ha risposto per iscritto ad un nostro quesito ammettendo di aver effettuato una sola lettura del contatore nel 2015. Il regolamento del servizio idrico integrato ne impone almeno 2. Le bollette - la Galloni tira le somme - sono quindi contestabili. Se i cittadini promuovessero una class action, per Gaia sarebbero problemi».

Ecco, quindi, l’idea alternativa che porta i nomi di Evam e Cermec.

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