La manifestazione
I No Costa tornano in strada
Albiano, tre “passeggiate ecologiche” per chiedere lo stop all’impianto
ALBIANO MAGRA. Domani pomeriggio, dalle ore 18, sabato mattina e domenica mattina, dalle ore 10,30, tornano a manifestare per strada gli albianesi che chiedono la chiusura della ditta Costa. Quindi, la mobilitazione è tornata a prendere forza, a base di “passeggiate ecologiche” dalla piazza del monumento ad Albiano Magra fino alla dismessa stazione ferroviaria di Caprigliola. La nuova mobilitazione servirà agli anti Costa per tenere il fiato sul collo alle istituzioni, in particolare al Comune di Aulla e alla Provincia di Massa Carrara, in vista della scadenza delle autorizzazioni con cui la ditta Costa può continuare a lavorare in proroga dal 2010, autorizzazioni che scadono ad agosto e che sono di competenza provinciale, e nell'attesa che il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana si pronunci sul ricorso della ditta Costa contro il Comune di Aulla, ricorso con cui è stato impugnato il procedimento avviato dall'ufficio competente del Comune di Aulla in ordine alla conformità urbanistico - edilizia del capannone A dell'impianto di lavorazione dei rifiuti di Albiano Magra.
Dal procedimento era emerso che il capannone in questione è sprovvisto di agibilità e la sentenza del Tribunale amministrativo della Toscana sarebbe attesa per settembre. Ma uno dei leader degli anti Costa, l'ex consigliere comunale aullese Walter Moretti, solleva qualche perplessità in merito alla costituzione in giudizio del Comune di Aulla, avanzando il timore che il Tar della Toscana possa dare, per l'ennesima volta, ragione alla ditta Costa. Perplessità che lo hanno spinto a scrivere via email al legale del Comune di Aulla nella causa in corso, al quale fa notare che nell'atto di costituzione del Comune ci sarebbero palesi errori. Gli errori si troverebbero nei seguenti punti elencati da Moretti: «L'articolo 49 del Regolamento urbanistico, a cui si fa riferimento, è stato variato nel 2004; quello originario con cui si è approvato il progetto di ampliamento dello stabilimento è allegato al decreto di esproprio: che è lo stesso richiesto dalla ditta Costa (certificazione di destinazione urbanistica) nel 1999; l'articolo non vieta gli ampliamenti o la costruzione di nuovi capannoni, ma esclude l'insediamento di attività insalubri (che è ben più importante). Perché si insiste tanto sul divieto di ampliamento, che non esisteva, e non sull'esclusione delle attività insalubri? Inoltre, perché si cita la delibera di consiglio comunale n. 44 (del marzo 2004), che ha detto no al Combustibile Derivato dai Rifiuti, e non la 117 (dicembre 2004) di revoca della 44 e della 29 e di assenso al Cdr?».
Gianluca Uberti
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