Proteste
Assenteismo, infermiere a processo
Il dipendente dell’Asl 1 fu arrestato perché lavorava in una cooperativa anziché curare i malati. Ieri la prima udienza
I
CARRARA. Ieri è arrivato per la prima volta nell’aula del tribunale di Massa uno dei casi di “assenteismo” sul luogo di lavoro più noti nel carrarese.
Tra i più noti perchè all’epoca dei fatti, nell’aprile del 2015, sconvolse non poco l’opinione pubblica e perchè ad essere danneggiati dalle mancanze dell’imputato furono pazienti gravi costretti a letto cui Giuliano Laghi, dipendente dell’Asl1 di Massa Carrara “avrebbe” dovuto prestare assistenza domiciliare.
“Avrebbe” perchè come accertarono le indagini dei carabinieri della stazione di Avenza, l’infermiere cinquantottenne residente ad Avenza, portava avanti due lavori contemporaneamente.
L’uomo, infatti, prestava la propria opera anche per una cooperativa agro-alimentare di Avenza, della quale poi fu appurato era anche socio e consigliere d’amministrazione.
I militari, con un blitz a sorpresa, colsero l’uomo in flagranza di reato e in aula deve rispondere dell’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e di peculato. Laghi, infatti, per recarsi nella sede del suo secondo lavoro usava la Panda bianca che l’Asl gli aveva messo a disposizione per le cure domiciliari ai pazienti.
A valutare i fatti, spetterà al giudice Giovanni Sgambati.
I fatti e l’arresto. L’indagine era partita a seguito di alcune segnalazioni secondo cui il dipendente dell’Asl in orario di lavoro mancava di prestare cure infermieristiche domiciliari ai pazienti che erano impossibilitati a spostarsi di casa e che per questo veniva regolarmente pagato dall’azienda sanitaria. Quando lo faceva, quando effettuava le visite, lo faceva in fretta. La cooperativa di Avenza lo attendeva.
Dopo alcuni accertamenti, i militari si resero subito conto del doppio lavoro dell’infermiere. Era però necessario coglierlo in flagranza. Così organizzarono un vero e proprio blitz. Una delle mattine in cui l’operatore doveva essere di turno come infermiere, i carabinieri si presentarono negli uffici della cooperativa di Avenza (la Copac) e lo sorpresero intento in una riunione di lavoro. Fu sufficiente per confermare i sospetti. Furono comunque sentiti come testimoni anche alcuni dipendenti della Asl1 di Massa Carrara, alcuni pazienti ed altre persone informate sui fatti: tutti confermarono le assenze dell’operatore.
Dall'analisi e dallo studio del materiale e dalle testimonianze raccolte fu possibile accertare che l’infermiere limitasse a poche ore al giorno il "giro" di visite sanitarie dedicando la restante parte della giornata alla cooperativa. E per spostarsi dall’Asl di Massa Carrara ad Avenza usava l’auto dell’azienda sanitaria.
Non solo. Pare che Laghi falsificasse le proprie schede lavorative giornaliere registrando più pazienti di quelli che aveva effettivamente in cura o che aveva realmente visitato.
Dopo l’arresto in flagranza di reato, ieri il caso è arrivato in tribunale. Si è trattata solo della prima di una serie di udienze che si seguiranno nei prossimi mesi. Il pubblico ministero non ha chiesto misure cautelari nei confronti dell’uomo.
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