Sicurezza
Minacce alla compagna «Ti sfregio con l’acido» Condannato a 6 mesi
Non solo violenza verbale ma anche fisica su di lei e i figli In aula iI racconto del vittima: picchiava i bambini
di Giulia Rafanelli
MASSA
Si erano conosciuti durante una vacanza e si erano innamorati, lei apuana, lui del sud Italia. Nel 2003 lui la raggiunge qui, decidono di non sposarsi ma di convivere. Tutto fila liscio fino al 2007. Poi qualcosa cambia, il rapporto si rompe, lui inizia ad essere aggressivo, violento verso la compagna e verso i tre figli che avevano avuto nel frattempo.
Nel 2010 l’uomo sparisce del tutto, dimenticando i suoi doveri di padre e di compagno.
L'ex compagna, assistita dall'avvocato Silvia Marcuccetti, ha detto la sua verità ieri per la prima volta all’interno di un’aula di tribunale. Lo ha fatto di fronte al giudice Fabrizio Garofalo e al pm del foro di La Spezia, Sara Peruzzi. «Non ho mai avuto il coraggio di denunciarlo - ha ammesso la donna - perché temevo che si vendicasse sui bambini. Mi minacciava».
Le angherie subite erano nulla in confronto al timore che l'ex compagno (che non presente in aula) potesse sfogare la sua barbarie contro i figli. «Mi picchiava anche di fronte a loro - ha raccontato la donna- e picchiava anche loro, solo il primo e il terzo figlio però, il secondo non lo ha mai sfiorato, verso di lui aveva un atteggiamento protettivo che non aveva per gli altri due». Per quanto riguarda il maltrattamento dei bambini, i fascicoli adesso sono nelle mani della Procura della Repubblica. Così ha voluto il giudice Garofalo che ieri però ha condannato l’ex compagno della donna a tre mesi di reclusione e al pagamento di 800 euro di multa per abbandono materiale dei figli e ad altri tre mesi per il reato di minacce.
«Siamo soddisfatti della sentenza» è stato il commento dell’avvocato della difesa, la dottoressa Silvia Marcuccetti.
Quella che la donna ha raccontato è stata una storia drammatica, una storia di maltrattamenti, violenza verbale e fisica. Una storia fatta di botte e schiaffi, di umiliazioni. «Il mio ex compagno - ha spiegato - perse il lavoro nel 2008 e non si impegnò mai a trovarne un altro. I miei genitori ci aiutavano economicamente, prima dandoci direttamente i soldi, poi quando capirono che lui li spendeva altrove, hanno iniziato a portarci la spesa a casa» . Dove l’uomo li spendesse quei soldi, l’ex compagna, non lo ha mia saputo. Ma le bollette aumentavano e lo sfratto era dietro l’angolo. «Nel 2010 - ha detto la donna - ci fu una grossa litigata, il giorno dopo lui se ne andò di casa e tornò al sud, pensavo che lo avesse fatto per cercare lavoro nella sua città ma da allora è sparito».
«Dal 2010 - riprende - avrà mandato non più di 400 euro per i bambini, sostiene di non poter inviare soldi perché non ha un lavoro ma io sono convinta che menta. Esplicitamente mi ha detto che non aveva nessuna intenzione di trovarsi un lavoro regolare altrimenti io mi sarei potuta rivalere sulla sua busta paga per pretendere che contribuisse al mantenimento dei nostri figli».
I soldi no, ma le minacce si.
«Torno su e ti faccio buchi buchi» ovvero: “Torno da te e ti sfregio il viso con l’acido”: queste le esatte parole con cui l’uomo avrebbe minacciato la madre dei suoi figli durante un contatto telefonico. L'ex compagna, seduta di fronte a Garofalo, ha ripercorso a ritroso gli anni difficili della convivenza senza scomporsi mai, la voce le si è spezzata solo quando ha spiegato al giudice cosa l'avesse spinta a decidersi a querelare l’ex compagno: «Un giorno a scuola hanno dato da scrivere al mio figlio maggiore una lettera al proprio eroe e lui l'ha indirizzata al mio nuovo compagno. Era il suo eroe perché era riuscito a salvarci tutti». La lettera l'ha spinta a intraprendere la battaglia legale al tribunale dei minori di Genova che nell'ottobre 2015 si è espresso favorevolmente per togliere la patria potestà al padre biologico. Ieri la condanna dal tribunale di Massa e si attendo il proseguimento dell’indagine per maltrattamenti in famiglia.
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