Il dolore
Case della polizia, chiesti 9 mesi per Brizzi
Il geometra è accusato di truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione
CARRARA. Truffa, appropriazione indebita ed esercizio abusivo della professione: sono i reati contestati a Riccardo Brizzi, geometra, imprenditore ed ex personaggio di spicco del Pds carrarese nel processo delle “case alle forze dell’ ordine”. Ieri, al termine del dibattimento davanti al giudice Fabrizio Garofalo, la pubblico ministero Alessandra Conforti ha formulato la sua richiesta di condanna: nove mesi e cinque giorni e 600 euro di ammenda. Ancora più lieve la richiesta per l’altro imputato di questo processo, l’imprenditore Simone Piconcelli (che però non è imputato per tutti i reati ascritti a Brizzi): 5 mesi e10 giorni.
Le richieste relativamente leggere hanno suscitato un certo stupore nella parte civile (una quindicina fra poliziotti e finanzieri), rappresentata dall’avvocato Riccardo Balatri. «Sono fiducioso per l’esito di questa vicenda. Credo che per un processo come questo, che ha avuto una così ampia eco mediatica, le richieste del pm siano un segno», commenta invece Riccardo Brizzi. L’avvocato difensore Marco Guidi, che tutela i due imputati, ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste e, in via subordinata, per avere agito in stato di necessità. Sarà il giudice Fabrizio Garofalo a decidere. La sua sentenza è attesa per la prossima udienza, fissata per il 19 luglio.
La vicenda risale al 2009 ed è quella della costruzione degli alloggi per le forze dell’ordine a Renella di Montignoso. Secondo l’accusa, Brizzi, che con la sua società Step si era aggiudicato la progettazione e l’esecuzione delle opere, non avrebbe potuto assumere gli incarichi di direttore dei lavori e responsabile della sicurezza perché sospeso dall’albo dei geometri per il periodo compreso tra l’8 luglio del 2008 e il 10 settembre del 2010. Da qui l’ipotesi di esercizio abusivo delle professione. Inoltre, avrebbe chiesto ai soci committenti contributi non dovuti per alcune pratiche burocratiche e catastali. E avrebbe truffato l’associazione delle forze armate e i suoi soci esibendo documentazione e fatture false a conferma che i soldi chiesti erano necessari per sbrigare le pratiche edilizie.
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