Il Tirreno

Stop alle polemiche su Marble Weeks: «I bilanci alla fine»

di Francesca Vatteroni
Stop alle polemiche su Marble Weeks: «I bilanci alla fine»

I commercianti dichiarano tregua: siamo partiti in ritardo ma adesso non possiamo perdere questa occasione

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CARRARA. All'indomani della presentazione del programma completo di Marble Weeks, le polemiche sul senso della manifestazione e sulla sua capacità di sostenere le sorti del commercio e dell’immagine cittadina, sembrano essersi spente e Carrara sembra lasciarsi andare a un certo ottimismo. Anche se con cautela.

Almeno suonano così le parole di Lorenzo Baglioni il Presidente del Centro Commerciale Naturale Carrara dei Marmi: «È difficile parlare adesso di successo - dice Bagioni - se ne parlerà dopo l'estate. I contenuti del programma ci sono, va riconosciuto. Del resto ci rendiamo conto che le disponibilità limitate di budget hanno creato molte difficoltà. Infatti noi del Ccn contribuiremo a integrare il programma con iniziative finanziate da noi».

Le ragioni delle paure dei commercianti carraresi sono legate al fatto che purtroppo c'è una grave crisi di cui il settore risente molto, ci spiega Baglioni e perdere l'occasione , vale a dire non approfittare della bella stagione, significherebbe per molti affrontare poi un inverno molto duro. «Speriamo che le limitate risorse a disposizione non giochino troppo a sfavore e che vinca la qualità dei contenuti - prosegue il presidente dell'associazione dei negozianti - perché il contenuto non si discute: un alto livello artistico e progetti mirati per portare gente ci sono. Tra l'altro l'idea di Duels, il confronto a tema tra due ospiti, con l'intervento del pubblico è nato proprio su nostro suggerimento: perché volevamo qualcosa che toccasse l'aspetto culturale ma che potesse contemporaneamente coinvolgere tutti».

«Ora c'è bisogno di una campagna pubblicitaria massiccia - prosegue nella sua riflessione Baglioni- dobbiamo convincere la gente a venire a Carrara. La macchina della comunicazione forse è partita un po' tardi, ci siamo andati un po' lunghi: venerdì c’è stata la presentazione del programma e lunedì partiamo anche noi con le affissioni dei primi manifesti dei nostri eventi. Adesso il lavoro non è finito, il bilancio lo faremo alla fine».

Anche Andrea Fusani del noto locale carrarese Fuori di Porta, da sempre sensibile e legato a eventi artistico-musicali di Carrara, parla di luci e ombre della kermesse: «Da un lato si sente la mancanza della parte relativa all'arredo urbano- afferma - si sente la mancanza delle opere ambientali disseminate per le strade: forse infatti sarebbe stato il caso di cambiare nome alla manifestazione. Però è anche vero che le mostre allestite sono senz'altro di grande livello e di grande profilo artistico; e poi mi ha fatto molto piacere constatare il prendere vita grazie alla rassegna di Marble Weeks, di un grande fermento di attività indipendenti: parlo del simposio al Duomo, della Teké Gallery e delle iniziative al Ponte di Ferro».

Il grande impegno profuso nell'organizzazione della rassegna del resto è confermato dallo stesso assessore al turismo Riccardo Coppola che parla di meno risorse avute a disposizione a fronte però di un programma di alto profilo: «Anche se con meno finanziamenti la manifestazione doveva andare avanti lo stesso: quello che abbiamo cercato di fare è stato anziché spalmare le risorse su altri ambiti, ci siamo concentrati sull'arte contemporanea. Poi quando arriveranno momenti migliori potremmo tornare a investire sul design e sull'architettura».

L'assessora alla cultura Giovanna Bernardini sottolinea,invece, il grande lavoro di squadra messo in campo tra assessorato alla cultura e assessorato al turismo, allo scopo di ottimizzare le risorse a disposizione: «Siamo in cammino, le critiche sono ben accette purchè aiutino a migliorare e non prendano il sopravvento: troppe polemiche allontanano la gente e non giovano alla città. Abbiamo cercato di realizzare eventi di alto livello culturale e contemporaneamente eventi di intrattenimento puro, concerti e spettacoli e poi abbiamo cercato di coinvolgere tanti fondi e botteghe d'arte per far girare la gente. Anzi voglio ringraziare chi ci ha aiutato a realizzare tutto questo: sia l'Accademia, sia Mondopi, sia l'Ospedale Pasquinucci che mette in mostra le opere che parteciparono al concorso bandito tempo fa per trovare una scultura destinata ad adornare l'ospedale».

Quindi, placate le polemiche e fatto chiarezza sul programma, tutto sembra pronto per accogliere i visitatori: adesso non resta che spedire gli inviti.

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