Il dolore
Resta off limits la spiaggia-discarica
Un pezzo di costa i invaso da “rifiuti speciali”. I soldi per la bonifica ci sono, ma i lavori partiranno solo a fine stagione
MASSA. Tutti al mare, finalmente. Anche se qualcuno la tintarella la prenderà vicino (o anche direttamente dentro) a un “sito di interesse nazionale”. Ovvero in un’area che il ministero dell’Ambiente definisce altamente inquinata e da bonificare. È l’anomalia, ormai per molti diventata normalità di quel pezzo di costa, 100 metri o poco più, davanti alla ex colonia Torino oggi Turimar. Un tratto di scogliera con tracce di spiaggia transennato e vietato a ogni uso che è una ferita aperta nel sistema turistico massese.
Ebbene anche quest’estate l’area rimarrà off limits: il progetto per rimuovere i materiali inquinanti c’è , i finanziamenti per i cantieri, pure. Ma i lavori non partiranno prima della stagione balneare. Per la bonifica c’è già un soggetto attuatore, la Sogesid spa società in house del ministero dell’Ambiente, che si occuperà delle analisi e della messa in sicurezza di tutte quelle porzioni dle territorio di Carrara e Massa ancora sotto vincolo Sir (sito di interesse regfionale, ex Sin, sito di interesse nazionale). Così ha deciso la Regione che ha stanziato oltre 3 milioni di euro per un pacchetto di interventi che comprende l’area residenziale vicino a via Tinelli – nei cui terreni è stato trovato mercurio –; il viale da Verrazzano a Marina di Carrara e, appunto l’area della ex colonia Torino.
«L’operazione di rimozione dei materiali inquinanti – spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Ulian Berti – non è complessa e tra analisi e ruspe dovrebbe concludersi in 14 mesi». Solo che quei lavori non partiranno “subito” – sarebbe impossibile del resto a stagione turistica iniziata – ma probabilmente a settembre-ottobre.
I bagnanti dovranno dunque rassegnarsi a un’altra estate tra mattoni, plastiche, bitume e, a completare il quadro, cemento con tanto di ferri d’armatura. Cioè materiali classificati come rifiuti speciali, che dovrebbero stare in una discarica e che, invece, trent’anni fa vennero utilizzati per realizzare un terrapieno davanti alla colonia. Materiali un tempo coperti dalla sabbia ma che poi la erosione ha portato alla luce. Due estati fa furono rinvenuti frammenti di cemento armato, asfalto, ferri arrugginiti anche nella spiaggetta confinante, la “spiaggetta dell’amore”, arenile comunale (e dunque gratis)fra i più frequentati del litorale. Ci furono nuovi divieti e tante polemiche, poi il problema venne risolto con la rimozione di quai materiali e la riapertura della spiaggia. Il problema e i divieti, però, sono rimasti nel tratto di costa immediatamente più a sud. E ci sono tuttora.
Claudio Figaia
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