Il Tirreno

«Disegnerò il Duomo» Parla Andrea Aquilanti

di Francesca Vatteroni

Abbiamo intervistato il disegnatore romano in mostra a Marble Weeks Ha tenuto un workshop i con i ragazzi dell'Accademia. «Carrara? Particolare»

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CARRARA. Andrea Aquilanti, l'artista romano scelto dall'Accademia di Belle Arti per offrire alla Marble Weeks quella freschezza e quell'autorevolezza che possiede un'artista come lui, dalle indiscusse e innovative intuizioni artistiche confermate tra l'altro, dai successi ottenuti presso le diverse manifestazioni internazionali a cui ha partecipato come la Biennale di Venezia e la Biennale di Pechino, ci ha raccontato le sue impressioni sulla sua avventura a Carrara.

«Ho scoperto a Carrara una città particolare e intrigante- ci dice- Un po' strana con questo snodarsi in saliscendi di stradine e di piccoli accessi. All'inizio è stato difficile orientarsi e mi ci sono perso molto volentieri. E' stato piacevole questo effetto spaesamento. E poi la gente è ospitale».

L'artista è rimasto conquistato da Carrara che descrive come una città dalle grandi potenzialità.

«Le cave, che avevo già avuto modo di visitare molti anni fa, l'Accademia, la scuola di scultura in passato valorizzata anche dalla Biennale, sono grandi ricchezze che la città possiede e le regalano importanti prospettive. E poi ha una posizione invidiabile: in bilico tra Liguria e Toscana è facilmente raggiungibile».

«Carrara parla d'arte-prosegue l'artista- per questo dovrebbe ampliare le sue manifestazioni culturali; perché si presta molto. La Marble Weeks a cui ho partecipato, per esempio, si è rivelata essere, a mio giudizio, una manifestazione molto interessante. In particolare la formula usata, di permettere il subentrare e il fare succedere l'un all'altro i diversi artisti, è stata una ricetta molto intelligente, che spingerà la gente a tornare, incuriosendola».

Ma Aquilanti a Carrara non solo ha allestito la mostra all'Ex-Ospedale San Giacomo: ha anche tenuto un workshop di cinque giorni con i ragazzi dell'Accademia. In merito racconta come siano stati «cinque giorni di lavoro pieno, con una grande partecipazione dei ragazzi che hanno contribuito attivamente al progetto della mostra, disegnando loro stessi sulle pareti e capendo perfettamente il mio meccanismo di creazione: con le telecamere per catturare le immagini e i proiettori che le restituivano sui disegni alle pareti, aiutandomi quindi nell'allestimento. E' stato molto piacevole ed efficace lavorare con loro».

Una collaborazione che ha coinvolto non solo i ragazzi ma il personale docente dell'Accademia e il personale tecnico.

«Ho trovato la collaborazione con l'Accademia entusiasmante- conferma Aquilanti- sia tecnici che insegnanti si sono mostrati di una straordinaria competenza, mi hanno sempre sostenuto e aiutato. Sono stato letteralmente circondato dal mondo dell'arte e questo non è scontato, perché non succede sempre».

L'artista romano, che ama particolarmente rappresentare la sua città tant'è che alla mostra ne ha portato due raffigurazioni in stampa e pastello, ha confessato di aver colto alcuni stimoli suggeriti dalla città: «Qualche immagine di Carrara mi è rimasta impressa, soprattutto la parte del Duomo: è probabile che ne disegnerò qualche ritratto», promette.

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