La manifestazione
Sciopera contro Esselunga ma ha un malore in strada
Giampaolo Tazzini dipendente in viale Roma si oppone al trasferimento a Pisa Ieri ha manifestato contro l’azienda ma si è sentito male. La rabbia dei colleghi
MASSA. Era in piedi in viale Roma a gridare la sua rabbia spalleggiato dai colleghi quando le forze gli sono venute meno. Un attimo ed era a terra, un collasso. Giampaolo Tazzini, cinquantenne massese, dipendente dell’Esselunga di Massa, si è sentito male ieri mattina mentre scioperava contro l'azienda dove lavora da anni. Riverso a terra, respiro affannato, Tazzini, è stato soccorso da un mezzo della Misericordia di Massa ed è stato trasportato al pronto soccorso. Fortunatamente niente di grave.
Il motivo dello sciopero. Un anno e mezzo fa Tazzini ha sostenuto una visita per malattie professionali a Firenze. Il medico gli ha riscontrato una limitazione alla spalla sinistra. «Da quel momento - ci ha detto - è iniziato il mio calvario». E in questo caso il calvario ha un indirizzo preciso: via di Cisanello a Pisa. Questa la sede, infatti, dove il direttivo di Esselunga ha trasferito il dipendente. Tazzini non ha mai accettato questo trasferimento a suo dire, immotivato, e ha contestato la decisione assistito dall’avvocato Claudio Lalli. Qualche giorno fa il giudice del lavoro ha disposto il reintegro del dipendente nello store di Massa. Ieri mattina Tazzini si è presentato per riprendere la sua postazione al reparto macelleria ma dopo essersi messo il camice si è visto recapitare una lettera in mano: sospensione retribuita e nuovo trasferimento a Pisa effettivo dal 2 luglio. Da qui, la decisione di scioperare.
«Non è la prima volta - hanno commentato i rappresentanti della Filcams Cgil - che l’azienda utilizza il trasferimento in altra sede come arma per scoraggiare i dipendenti ad intraprendere l’iter per le malattie professionali».
I dipendenti lamentano un clima ormai diventato irrespirabile all’interno del negozio di grande distribuzione. «Non siamo numeri, siamo esseri umani» continuava a ripetere una delle colleghe di Tazzini mentre lui veniva portato via col 118, lo ripeteva in faccia ad uno dei dirigenti che nel frattempo si era avvicinato.
Adesso ci sarà da aspettare il 2 luglio per capire che piega prenderà il futuro lavorativo di Tazzini che per ora si prospetta così: 1300 euro mensili in busta (all’incirca), una famiglia a Massa e una vita da pendolare. Esselunga, infatti, non sembra intenzionata a tornare sui propri passi. Contatta telefonicamente ha precisato che è già stata impugnata la sentenza di primo grado emessa dal giudice del lavoro.
Per questioni di privacy non è possibile sapere cosa abbia spinto l’azienda a trasferire il lavoratore a Pisa dove, per come stanno oggi le cose dovrà presentarsi il 2 luglio.
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