Trasporti
«Pontemagra, troppe bugie»
Il comitato civico contesta i ritardi e le promesse dei sindaci
PONTE MAGRA. Ancora al centro dell'attenzione il ponte sul fiume Magra, che collega i Comuni di Mulazzo e Villafranca, la cui mancata riapertura sta catalizzando le proteste dei cittadini, con gli automobilisti diretti nel Comune di Mulazzo che sono costretti ad utilizzare, da mesi, la stretta e inadeguata strada che passa attraverso Lusuolo. In particolare, le proteste arrivano dal comitato di Ponte Magra, che si affida ad una nota molto polemica e all'insegna del sarcasmo: «Il mese scorso, in una pubblica assemblea con i cittadini, il sindaco di Mulazzo, Claudio Novoa, annunciava la notizia tanto attesa: il ponte sarà riaperto al traffico il 5 giugno (di quale anno?). Bene, solo che quasi ormai alla fine del mese, di un' ipotetica apertura non si può proprio parlare, nè si può capire quando finiranno i lavori, iniziati da oltre un anno. Il ponte è stato chiuso senza garantire un passaggio alternativo e lasciando, di fatto, la gente isolata, molta gente, visto che si parla, in media, di un traffico di circa 400 automezzi l'ora. Dopo un lungo periodo è stato preparato un guado pedonale che il fiume si è più volte portato via. Niente paura! Si è annunciato, anche a mezzo stampa, che sarebbe stato aperto un passaggio in autostrada con l'ingresso nei pressi di Ponte Magra e l'uscita dopo circa 700 metri nel Comune di Villafranca. La proposta, ben accolta dai cittadini, è stata finanziata, ma mai realizzata. Perché?». Inoltre, i cittadini avanzano perplessità sull'operato della ditta che sta lavorando al nuovo ponte e sollevano la questione della sicurezza dei cittadini costretti a percorrere la variante di Lusuolo per raggiungere Aulla: «Lo fanno ogni volta - prosegue il comitato - a proprio rischio, senza che nessuno si preoccupi nemmeno di provvedere al taglio di erbe e rami, che rendono ancora più angusta una strada, di per se, già molto stretta». Di conseguenza, i cittadini, i quali affermano di sentirsi «abbandonati» dagli amministratori dei Comuni di Villafranca e Mulazzo, chiedono «risposte autentiche e non più annunci, pensando di intraprendere qualsiasi forma di protesta».
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