Il Tirreno

Al Manzoni di Pontremoli

Incontro con Schiros, sul set di Virzì

PONTREMOLI. Si conclude con il botto la stagione del Cinema Manzoni prima della chiusura per la pausa estiva. Infatti la proiezione di sabato 25 giugno de "La pazza gioia", sarà preceduta, a partire...

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PONTREMOLI. Si conclude con il botto la stagione del Cinema Manzoni prima della chiusura per la pausa estiva. Infatti la proiezione di sabato 25 giugno de "La pazza gioia", sarà preceduta, a partire dalle ore 20,45, da un incontro con Beatrice Schiros, che fa parte del cast del film di Paolo Virzì. L'attrice, di origini pontremolesi per parte di madre, ha accettato di buon grado l'invito ad incontrarsi con il pubblico per parlare della sua esperienza (la prima nel mondo del cinema) in questa nuova opera del regista livornese, che ha ottenuto un grande successo di critica all'ultimo Festival di Cannes e di pubblico al botteghino. La Schiros vanta una lunga e ricca carriera teatrale e la presenza ad alcune produzioni televisive partecipando tra l'altro a diverse fiction di successo: "Nero Wolfe", con Francesco Pannofino e Pietro Sermonti, tre stagioni di "Fuoriclasse" con Luciana Littizzetto, "Provaci ancora Prof!", la partecipazione ad alcuni episodi di "Camera Cafè" con Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu e la sitcom per ragazzi "I Capatosta" sul canale del digitale terrestre Boing. Ma principalmente la carriera della Schiros si è mossa sul palco del teatro, una passione che ha coltivato fin da giovanissima partendo dal Teatro Stabile di Genova: "nel 1992 - ha raccontato la stessa Schiros - mi sono trasferita in Liguria: tre anni di studio e lavoro insieme ad un bel gruppo di giovani e poi in giro per l'Italia, a Torino, nelle Marche, a Roma. Il mio debutto è avvenuto sotto l'ala della grande Valeria Moriconi, in un adattamento de La rosa tatuata di Tennessee Williams". Come detto "La pazza gioia" è stato l'esordio assoluto nel mondo del Cinema per la Schiros che racconta così il suo esordio davanti alla macchina da presa "Mi sono divertita molto ed ho imparato altrettanto, sia dalla vita sul set che dall'interazione e dal rapporto con le persone che hanno condiviso con me la scena ed i tempi morti tra una ripresa e l'altra. Virzì ci ha dato molta libertà, ma ci ha anche messe alla prova: benché sia una persona estremamente paziente e molto disponibile a dare suggerimenti e a indirizzare gli attori, so che ha apprezzato molto la nostra intraprendenza e il risultato delle nostre scelte». (r.s.)

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