Sicurezza
Via Bondano resta chiusa, cittadini sul piede di guerra
MARINA DI MASSA. Il cartello appeso alla transenna che chiude al traffico via Bondano a Marina di Massa recita: «La strada sarà chiusa al transito per lavori dalle ore 8 del 20 aprile 2016 alle ore...
MARINA DI MASSA. Il cartello appeso alla transenna che chiude al traffico via Bondano a Marina di Massa recita: «La strada sarà chiusa al transito per lavori dalle ore 8 del 20 aprile 2016 alle ore 17 del 6 maggio 2016». La seconda data è stata poi frettolosamente cancellata e aggiornata al 27 maggio sempre 2016. Ad oggi però la circolazione in via Bondano non è stata ancora ripristinata e il quartiere è in fermento.
Una strada che di fatto è nevralgica essendo laterale al nuovo ospedale delle Apuane e utile per numerose abitazioni nonchè snodo per alcune strade collaterali. Il cantiere aperto dovrebbe ripristinare l'accesso a via del Becaro che si apre con una passerella su fosso Dalmine. Questo ponticello, vecchio di decine di anni, necessitava di alcuni lavori di ripristino che si stanno però trascinando da troppe settimane. «E' inaccettabile - sostiene Almarosa Zanetti, residente storica - che ci abbandonino così. Ogni tanto si vede qualche operaio ma mi pare che l'intervento che doveva essere finito all'inizio del mese di maggio sia ancora lontano dalla chiusura». «Fra l'altro - esordisce un’altra residente, Gilda Basteri - ultimamente abbiamo avuto problemi con le condutture dell'acqua potabile. Improcrastinabili interventi per il deflusso delle acque piovane aperti da Asl-ospedale delle Apuane, hanno reso difficile il traffico nella strada. Siamo decisamente stufi di questa situazione. «Ci avviamo alla stagione estiva - continua la cittadina - che comporta l'inevitabile aumento della circolazione e via Bondano è chiusa al traffico. Ora basta!».
La gente del quartiere è indubbiamente stanca. Tanto che si va formando un comitato con l’intento di modulare e consegnare questa nascente irritazione ai responsabili diretti della situazione. «Siamo sul piede di guerra. Questo è il nostro messaggio» - chiude Giuseppe Mosti, anche lui cittadino esasperato.
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