Sicurezza
«Piazza Aranci presa d’assalto dalle auto»
Un cittadino denuncia le violazioni nell’area pedonale. E non solo: Il tribunale è sepolto dalle erbacce
MASSA. «Lei di qui non passa, ora mi ci metto io a vigilare che le auto non entrino nel centro storico». Così, Giuseppe Ianni, ieri mattina, al conducente di un’auto che era riuscita ad entrare nell’area pedonale di piazza Aranci, probabilmente perchè qualcuno aveva già precedentemente allargato lo spazio tra i vasi di terracotta che delimitano la zona quanto basta per permettere il transito alle macchine. Ianni ha intrapreso una vera e propria battaglia personale contro l’inciviltà e il degrado a Massa. «Non spetterebbe a me, ma considerando che chi di competenza fa orecchie da mercante, faccio da solo».
E così sposta i vasi dell’area pedonale in piazza Aranci per assicurare che le auto restino fuori. «Quando c’è il mercato il martedì, ad esempio, chi è che dovrebbe occuparsi di rimettere i vasi? Se anche esiste un accordo non scritto tra l’amministrazione e i commercianti ambulanti per cui chi ha il banco in prossimità dovrebbe farsi carico di risistemare i vasi a fine mercato, dagli uffici del sindaco potrebbero scendere e dare un occhio».
«Piazza Aranci, è esclusa dal traffico veicolare- conferma uno dei vigili urbani impegnati nel controllo della zona - eccezion fatta per le forze dell’ordine e autorizzati, ma sono in molti a violare il divieto». L’accesso indiscriminato in piazza Aranci non è il solo problema che Ianni denuncia.
I Leoni di marmo. Da uno dei leoni l’acqua non zampilla. Prima erano in due “a secco”, ora non ne funziona uno su quattro. Un passo avanti.
Il tribunale. «Il tribunale di Massa è lasciato all’incuria, l’erba è alta e incolta, nessuno la taglia, pessima immagine per la nostra giustizia». - afferma il cittadino che si è messo in testa di girellare con la sua bicicletta per far presente a chi di dovere tutte le cose che non vanno.
Perchè? Per amore per la città. «Abbiamo dei monumenti splendidi - continua con rammarico Ianni - ma non facciamo abbastanza per tutelarli. Ci sono città che mettono una targa a qualsiasi pietra, noi le pietre le abbiamo e di valore inestimabile ma le lasciamo a se stesse»
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