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In corso un processo per lesioni colpose Si è aperto il 9 giugno

 In corso un processo per lesioni colpose Si è aperto il 9 giugno

MASSA. L’ avvocato Leonardo Angiolini presenta denuncia per omicidio colposo: ipotizza che possa esistere un legame tra la pinza dimenticata nel 2014 nell’addome di Stefano Miniati e la sua morte,...

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MASSA. L’ avvocato Leonardo Angiolini presenta denuncia per omicidio colposo: ipotizza che possa esistere un legame tra la pinza dimenticata nel 2014 nell’addome di Stefano Miniati e la sua morte, martedì notte.

Una denuncia che si inserisce in un percorso giudiziario già intrapreso. Sul caso della pinza dimenticata, infatti, è in corso un processo che si è aperto, davanti al giudice monocratico Fabrizio Garofalo, il 9 di giugno.

Quando una radiografia rivelò la presenza del ferro chirurgico nel suo addome, Stefano Miniati fu, infatti, sottoposto ad un secondo intervento e scattò la denuncia: la Procura dispose l’apertura delle indagini e, con l’accusa di lesioni colpose gravi e di mancato rispetto delle direttive sanitarie, sono a processo 9 persone. Alla sbarra i medici Mirco Lombardi, Massimo D’Elia e Maurizio Durno. Sei fra ferristi e infermieri: Donatella Giannotti, Barbara Tonelli, Francesca Ambrogi, Glenda Agostini, Serena Fruzzetti e Giovanni Cassara.

Ognuno dovrà rispondere, per la propria area di competenza, di quanto accaduto. I reati contestati dalla Procura sono art. 113 (40 capoverso) e art. 590 comma secondo: avrebbero, secondo l’accusa, in concorso cagionato lesioni gravi al paziente, violando le direttive emanate dalla sanità in tema di materiale chirurgico. In sostanza, in occasione del primo intervento all’intestino a cui si è sottoposto il paziente vittima della vicenda, non sarebbe stato fatto correttamente l’appello di tutti i ferri impiegati nel corso dell’operazione stessa. La scoperta è quindi avvenuta solo sessanta giorni dopo, quanto il paziente è tornato in ospedale in preda a fortissimi dolori all’addome, gli stessi dolori che fino a qualche giorno prima aveva scambiato per quelli di una convalescenza post intervento (il primo) particolarmente difficile.

Il processo si è aperto pochi giorni fa con un rinvio. In ogni caso - e l’avvocato Leonardo Angiolini lo puntualizza - la vicenda processuale proseguirà: «Vogliamo andare avanti. È importante proseguire». Perché - spiega il legale - la vita del paziente è stata pesantemente segnata dalla dimenticanza della pinza e dall’operazione necessaria per rimuoverla.

Parallelamente si apre, però, anche un nuovo filone di inchiesta in cui - siamo davvero ai primissimi passi - si ipotizza il reato di omicidio colposo.

Oggi, quindi, le prime decisioni sia sulla titolarità dell’inchiesta (la denuncia è stata presentata sia a Massa sia a Pisa, luogo del decesso) e sull’eventuale disposizione dell’autopsia sul corpo di Stefano Miniati.

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