Italia
Boom di sagre, a luglio sono 4 al giorno
Dai partiti alle parrocchie: 129 serate in un mese. I ristoratori: così è troppo. Possiamo convivere, ma con regole certe
MASSA. C’è un dato imprescindibile di cui i ristoratori prendono atto: le sagre piacciono. Forse per l’aria fresca, forse per la convivialità della tavolinata, forse per la libertà di concederti una cena appena uscito dal mare, sfoggiando ancora infradito, calzoncino e granelli di sabbia.
Piacciono tanto, così tanto che tra luglio e i primi giorni di agosto - parecchie manifestazioni sono, infatti, a cavallo tra i due mesi - i giorni di sagra raggiungono quota 129. E per i tanti appassionati del genere c’è solo l’imbarazzo della scelta perché la sagra l’organizzano i soggetti più svariati. Dalla politica, alla parrocchia, dall’associazione culturale a quella nata per valorizzare il quartiere. Il prossimo mese saranno alle prese con stand, gazebo e cucine 19 associazioni. Non scherzano neppure i partiti: comande, vassoi e posate per mettere in piedi 4 sagre. E a chiudere il cerchio ci pensano sei parrocchie: invitano fedeli, amici e turisti a sedersi al tavolo. Tutte, ma proprio tutte, manifestazioni in cui si mangia e si beve: solo gli eventi in cui sono previsti cibi e bevande hanno, infatti, bisogno di una specifica autorizzazione da parte del Comune e finiscono quindi in un calendario che la giunta ratifica ad inizio anno.
Ci sono organizzatori che si accontentano di allestire le cucina per due o tre giorni, ma ci sono anche vere “macchine da guerra”, in grado di sfornare migliaia di pasti, servire centinaia e centinaia di persone, aprire dispense e accendere i fornelli per 6, 7, 10 giorni. Così se i 5 Stelle festeggiano alla Comasca per 3 giorni, Rifondazione comunista, alle Jare, apparecchia tavolini dal 29 luglio al 7 agosto. Il Pd, declinato in circoli, di feste ne organizza tre: a Mirteto - la promuove il circolo locale - in area privata si mangia dal 28 giugno al 5 luglio. La festa comunale dei democratici all’Ugo Pisa dal 24 luglio termina il 2 agosto. Si replica ad agosto dal 22 al 31 con la festa dei circoli.
E per chi di mangiare al tavolo della politica proprio non ne vuole sapere, c’è comunque l’alternativa: 6 giorni di stordellata alle Grazie, 6 nel fresco di Casette per la festa della Madonna del cavatore, 2 a Romagnano alla festa del senza glutine. Al Parco degli Ulivi, l’associazione Ducato invita a cena per 9 sere, nove sere anche per gustarsi la pattona a San Carlo. Poi ci sono i 10 giorni a Forno per la festa di Sant’anna, i 4 a Casone per “Insieme per l’Africa”. Tirate due somme si raggiunge quota 129 giorni in un mese, che significa una media di oltre 4 sagre al giorno per tutto luglio. Con l’immancabile replica a ad agosto.
I ristoratori che le sagre piacciono lo sanno e - forse a malincuore - lo accettano, chiedono, però, una regolamentazione che consenta la convivenza. La premessa da cui muovono le loro riflessioni è che «la crisi c’è e si fa sentire soprattutto in un settore - quello della ristorazione - in cui la tassazione è pesante».
Nadia Cavazzini è la presidentessa di Confcommercio, è lei a tirare le conclusioni: «Non pretendiamo - ci tiene a sottolinearlo - che la ristorazione rappresenti l’unicità della proposta, differenziare è importante. Chiediamo, però, una sana regolamentazione che eviti l’eccesso nel numero di manifestazioni e consenta la convivenza tra offerte diverse». Tra la sagra «che - ammette Cavazzini - piace e il ristorante tenuto, però, al rispetto di una rigida normativa e alle prese con una tassazione pesante che segna piccole e medie imprese».
La proposta dei ristoratori è chiara: selezione delle manifestazioni in base a criteri chiari, primo fra tutti quello della valorizzazione e promozione del territorio: «Non ingaggiamo battaglia contro le sagre, contro un’apprezzata forma di convivialità, ma riteniamo che debbano essere regolamentate per evitare che la concorrenza diventi sleale».
Sì alle sagra, dunque, ma “calmierate” e scelte - l’argomento è da anni cuore del dibattito - sulla base della loro reale capacità di promuovere un prodotto, o più prodotti del territorio.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
