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Sicurezza, via libera al controllo di vicinato

Sicurezza, via libera al controllo di vicinato

I cittadini tengono d’occhio la zona intorno a casa loro: se qualcosa non va allertano le forze dell’ordine

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MASSA. In prefettura è stato sottoscritto, dal prefetto Giovanna Menghini e dal sindaco del Comune di Massa Alessandro Volpi, il protocollo d’Intesa denominato “Controllo del vicinato”, alla presenza dei vertici territoriali delle forze dell’ordine che vi hanno aderito. Il documento, approvato dal ministero dell’Interno, esprime la chiara volontà di aumentare il controllo sulle attività criminali che possono interessare il territorio comunale e che destano il maggiore allarme sociale – come, ad esempio, i furti nelle abitazioni - nonché prevenire e arginare situazioni di degrado urbano.

Attraverso il recupero delle regole di “buon vicinato” e di “attenzione sociale” si propone di migliorare la sicurezza pubblica nel territorio comunale, favorendo la partecipazione dei cittadini, accrescendo la fiducia tramite un virtuoso modello di sicurezza partecipata. Il protocollo, nello specifico, prevede di implementare le tradizionali linee di intervento a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica mediante la valorizzazione di forme di controllo sociale del territorio comunale; di incrementare i livelli di consapevolezza dei cittadini circa le problematiche del territorio e promuovere una sicurezza partecipata attraverso formule e modalità di reciproca attenzione e vicinato solidale. I cittadini che intenderanno partecipare al “controllo di vicinato” si costituiranno liberamente in “gruppi di controllo di vicinato” e comunicheranno tale costituzione alla polizia municipale di Massa, unitamente al nominativo del loro referente. I volontari, in tal modo, potranno svolgere un’ attività di osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano nella propria zona di residenza (ad esempio, passaggi ritenuti sospetti di macchine o di persone, allarmi, rumori), limitandosi a comunicare alle forze di polizia, attraverso i numeri 112 e 113, ovvero alla polizia locale, le informazioni di interesse ed astenendosi in ogni caso dall’assumere comportamenti incauti e imprudenti, che potrebbero determinare situazioni di pericolo per se medesimi o altri.

Verrà predisposta da parte del Comune, al fine di poter segnalare le zone interessate dal progetto, un’adeguata cartellonistica e, per garantire un’idonea preparazione, è previsto che i “coordinatori” siano adeguatamente formati dalle forze di polizia nel corso di periodici incontri tenuti dalle medesime e inerenti le tematiche dei limiti e delle modalità di svolgimento del progetto. Insomma, anche se non si possono chiamare ronde questo in pratica sono. Anzi, saranno contente le persone che si divertono a spiare i vicini. Adesso è legale, per la loro sicurezza.

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