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Inchiesta sulla fuga dell’accusato di stupro

Inchiesta sulla fuga dell’accusato di stupro

MASSA. È stata aperta un’inchiesta sulla fuga di Maris Vasile, il trentenne romeno accusato da una sedicenne di averla violentata nella stanza di un albergo a La Spezia. L’indagine interna dovrà...

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MASSA. È stata aperta un’inchiesta sulla fuga di Maris Vasile, il trentenne romeno accusato da una sedicenne di averla violentata nella stanza di un albergo a La Spezia. L’indagine interna dovrà accertare se ci sono responsabilità sul mancato arrivo dell’indagato alla Partaccia, dove il gip Ermanno de Mattia lo aveva mandato, convalidando il fermo, a scontare l’obbligo di dimora (con la firma in questura due volte al giorno). Decisione che gli aveva aperto le porte del carcere ligure, però. Adesso bisognerà capire se nel dispositivo firmato da De Mattia c’era la richiesta dell’accompagnamento coatto di Vasile a Massa oppure no. Se c’era e nessuno ha pensato di scortare il romeno allora si tratterebbe di una grave negligenza, se non c’è invece è una decisione del magistrato, che col senno di poi può essere al massimo criticata, ma come tale deve essere rispettata.

La fuga risale a venerdì scorso, il giorno che De Mattia ha convalidato il fermo, stabilendo di far uscire dal carcere Vasile. L’uomo doveva tornare nel campeggio della Partaccia, dove era stato arrestato. Misura che l’indagato ha ignorato completamente, dato che dopo la convalida è uscito dalla casa circondariale Villa Andreini diventando uccel di bosco. Le forze dell’ordine lo stanno cercando tra la provincia apuana e quella spezzina, ma il timore è che abbia lasciato la zona e probabilmente anche l’Italia. Forse su uno di quei pulmini diretti a Bucarest che partono dalla stazione. Per questo la squadra mobile sta visionando i filmati ripresi dalle telecamere che si trovano in piazza IV Novembre. Ma c’è pure il timore che possa essere nascosto da qualche parte, qui in città, in attesa di salire su un bus per tornare nella madre patria e sfuggire al processo. La polizia sta comunque monitorando attentamente i luoghi frequentati dai romeni. Anche se è un po’ come cercare un ago nel pagliaio. Ieri è arrivata una segnalazione da parte di una signora che aveva visto la foto sul nostro giornale (che ripubblichiamo), aveva anche detto con precisione dov’era il fuggitivo. Ma alla fine si è scoperto che quello avvistato non era il trentenne accusato di stupro.

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