Il Tirreno

Via ai controlli antisismici alle scuole Saffi e Marconi

di Cinzia Chiappini

Allarme (rientrato) fra i genitori che temevano una nuova emergenza crolli Si tratta di verifiche programmate in tutti i plessi. Ma le risorse non bastano

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CARRARA. Lavori, anzi rilievi, in corso anche alla scuola primaria Saffi. Nel plesso scolastico teatro della sfiorata tragedia di due settimane fa, quando il cedimento di un cancello ha ferito per fortuna in modo non grave due bimbi di 8 anni, sono in corso le verifiche sulla vulnerabilità sismica. La dirigenza scolastica sposta di sede i colloqui di fine anno con i genitori, alcuni operai vengono avvistati all’interno della scuola e così tra le famiglie si diffonde il timore di un nuovo allarme sicurezza. Questa volta per fortuna infondato.

Accade a Carrara, teatro nelle ultime settimane di una serie di traversie legate alle condizioni delle strutture scolastiche, sfociate nella chiusura di due plessi e nella tragedia sfiorata del cancello caduto alla Saffi. Ed è ancora la primaria del centro città a fare notizia. Sì perché dopo la decisione della dirigenza di spostare i colloqui di fine anno al plesso della Carducci, e l’avvistamento di alcuni operai nella sede di via Eugenio Chiesa, tra le famiglie era scattato di nuovo il panico da “inagibilità”. E invece nello stabile sono semplicemente in corso le verifiche di vulnerabilità sismica. Lo spiega il dirigente del settore Lavori Pubblici Luca Amadei, precisando che si tratta di indagini programmate ma che, in quanto “invasive” non possono essere condotte con gli alunni nelle classi. E pere questo, almeno per alcune parti della struttura, sono state avviate solo al termine delle lezioni. Di qui l’indisponibilità delle aule per la consegna delle pagelle.

«Devono essere effettuati una serie di saggi su murature e solai. Si tratta di un monitoraggio che viene effettuato in collaborazione con l’Università di Pisa alla quale saranno inviati i campioni dei materiali prelevati. Contestualmente, saranno condotte le indagini con la termocamera per verificare le condizioni dei solai» precisa l’ingegnere. In alcune zone dell’edificio, quelle non interessate all’attività didattica, il monitoraggio è iniziato nelle scorse settimane: ma per sondare lo stato di salute delle aule, ovviamente, si è dovuto attendere la conclusione delle lezioni

. «Ora che la scuola è libera i tempi di intervento si accorciano. Ovviamente la verifica riguarderà tutta la struttura, ci sono 300 punti da ispezionare, quindi anche gli spazi che ospitano gli uffici comunali e la casa dello studente» aggiunge Amadei che garantisce che i “saggi” si concluderanno prima dell’inizio dell’anno scolastico. Successivamente il materiale sarà inviato in laboratorio e il check up sismico della Saffi dovrebbe essere consegnato entro la fine del 2016.

Anche la scuola primaria Marconi, la struttura di viale Potrignano sgomberata il 2 maggio scorso per problemi ai solai, sarà sottoposta al medesimo trattamento, con le stesse tempistiche della Saffi. «Su 35 plessi le verifiche sono state ultimate o sono in fase di conclusione. Su 10 sono ancora da avviare. Nel 2015 abbiamo stanziato 200 mila euro, altri 100 mila quest’anno. In questo modo, nel giro di 7-8 anni avremo un quadro completo della vulnerabilità sismica delle nostre scuole» precisa il dirigente dei Lavori Pubblici.

Ma a cosa servono queste indagini? «Servono per avere un quadro delle condizioni in cui versa l’edificio e per capire se è necessario programmare interventi. In termini tecnici, viene effettuata una valutazione sull'accelerazione massima che quell’edificio è in grado di sopportare» spiega l’ingegnere che poi si concede una riflessione sulla sostenibilità del’attuale patrimonio edilizio scolastico. «Una città come Carrara può permettersi davvero 45 scuole?» osserva Amadei, ricordando che la manutenzione ordinaria vengono messi a disposizione ogni anno 300 mila euro. «Divisi per 45 sedi, si riducono a circa 6 mila euro all’anno per ogni scuola. Non bastano nemmeno a tinteggiare due aule», dice il dirigente, spiegando che l’unica soluzione, per avere istituti sicuri e a norma, è quella di realizzare strutture nuove ad hoc come ad esempio sta facendo Montignoso con il nuovo polo scolastico.

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