Sicurezza
Vertenza Gaia, vincono 15 lavoratori
Sentenza sui diritti contrattuali. Ma Benedetti: gli atti del 2012 sono nulli, il comune si riprenda la rete
MASSA. Il punto di partenza - tecnicissimo - è una sentenza del giudice del lavoro Erminia Agostini, datata 20 maggio. Quella sentenza si pronuncia sulle condizioni contrattuali di 15 lavoratori, passati da Enel Rete Gas (il precedente gestore della rete idrica), a Gaia. In particolare i dipendenti contestavano il fatto che nel passaggio al nuovo gestore non fossero state loro riconosciute le condizioni contrattuali collettive e individuali in essere con Enel Rete Gas. Ed è proprio su questo punto che il giudice accoglie la loro tesi riconoscendo che, nel passaggio a Gaia spa, si è concluso un rapporto di lavoro. E - è la conseguenza - ai dipendenti sarebbero dunque spettati - diversamente da quanto avvenuto - il Tfr, l’indennità di mancato preavviso e tutte le voci di fine rapporto (ferie non godute, permessi non usufruiti e ratei di mensilità aggiuntive). Ora, salvo ricorsi, quei diritti devono essere riconosciuti.
Questione tecnico giuridica che - il consigliere Stefano Benedetti ne è convinto - ha pesanti riflessi sia sui conti di Gaia spa, sia sugli equilibri politici. Secondo Benedetti, infatti, la sentenza riconosce «l’irregolarità di un passaggio diretto di dipendenti dal vecchio gestore a Gaia. I lavoratori - prosegue - avrebbero dovuto essere licenziati, con tanto di preavviso e trattamento di fine rapporto, quindi riassunti con le stesse condizioni contrattuali. Se ne deduce che gli atti con cui è avvenuto il passaggio diretto sono nulli e se così è - è la conclusione a cui perviene Benedetti - allora le condizioni perché il Comune riacquisti la gestione diretta della rete idrica ci sono tutte. In perfetta linea con quanto richiesto dai comitati».
E questo, secondo Benedetti, sarebbe l’effetto più dirompente, ma non l’unico perché «in ballo - aggiunge - ci sono anche le spese che Gaia dovrà sostenere, salvo ricorsi, per garantire nuove condizioni contrattuali e far fronte al pagamento, previsto in sentenza, del 50% delle spese di causa. Le spese legali - rincara - dovranno essere addebitate agli amministratori che nel 2012 hanno, con atti, avvallato il passaggio dal vecchio al nuovo gestore».
Il consigliere forzista assicura che investirà della questione anche la Corte dei Conti:«Invierò la sentenza per un parere su un eventuale danno erariale e chiedo al primo cittadino, di fronte al parere del giudice, di riappropriarsi della rete idrica».
Insomma, un tema “caldissimo” e non solo perché parte in causa è Gaia, ma anche perché per qualcuno la sentenza è un passo verso la gestione in house di rete idrica e depurazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
