Attenzione
Dal passito al vermentino in area Candia
I gioielli dell’azienda di Della Tommasina «Non è semplice lavorare in collina»
MASSA. Meticolosità, fine ricerca, grande passione: questi gli ingredienti principali di un esperto viticoltore quale si dimostra essere Pier Paolo Della Tommasina, titolare dell'omonima azienda agricola a conduzione familiare il cui centro nevralgico è la zona collinare del Candia dove sono attivi i circa tre ettari che producono le uve necessarie a confezionare vini dalla particolarissima denominazione.
Coadiuvato dai figli gemelli Stefano e Alessandro e dalla moglie, Patrizia Bondielli, il 56enne imprenditore massese porta avanti un'azienda che regala soddisfazioni ma che pretende duro impegno quotidiano, data la conformazione morfologica dei terreni su cui si ergono i vigneti di vermentino, albarola, trebbiano e malvasia, dai quali nascono i vari "Scarabocchio", "Rimembranze di Settembre", "Asclepius" e altri ancora, a cui si è da poco aggiunto il variopinto "I'Sarprlicche", un passito da favola che è considerato fiore all'occhiello della nuova linea di produzione condotta da Pier Paolo Della Tommasina.
«Posta nel cuore della zona produttiva del Candia dei Colli Apuani - ha scritto orgogliosamente Pier Paolo nella presentazione dell'azienda - in un ambiente suggestivo dove, l'attaccamento alla terra, al lavoro e ai vigneti disposti a terrazze, faticosamente ricavati dalla paziente mano dell'uomo e ubicati in posizioni invidiabili e meravigliosamente oanoramiche, nasce l'azienda agricola Pier Paolo Della Tommasina che, assieme a moglie e figli, produce vini con uve ricavate dalla coltivazione delle viti esclusivamente di sua proprietà. I vigneti, disposti su una superficie collinare di circa tre ettari in terrazze ricavate a stento su poggi vertiginosi, sono coltivate nella forma di vigneto specializzato dove la meccanizzazione è quasi impossibile. La cantina, dotata delle più moderne attrezzature, si fonde con l'esperienza della tradizione e si avvale della collaborazione di due enologi della levatura di Giorgio e Daniele Baccigalupi.
Pier Paolo Della Tommasina ha ripreso la passione del nonno, Cesare, rilanciando la produzione di vino che è un po' nel dna della famiglia- Dopo aver frequentato l'università di scienze agrarie, Pier Paolo si è tuffato a capofitto nella non facile attività imprenditoriale, allo stesso tempo conducendo studi di settore, come quelli che lo hanno fatto diventare membro effettivo dell'Onav, l'Organizzazione nazionale assaggiatori vini.
«Non è semplice, per chi, come noi, ha i terreni in zona collinare - dice Pier Paolo Della Tommasina - dato che occorre quasi il quadruplo di tempo lavoro rispetto a vigneti in pianura. Siamo svantaggiati rispetto ad altri, dato che la nostra è una zona particolare. Comunque la nostra prerogativa è quella di abbianre un vino decente a un prezzo decente, considerando tutte le spese relative al confezionamento di una bottiglia». Come a dire "vini a costo troppo ribassato offrono ciò che possono".
«Quando mi rivolgono la domanda - prosegue l'imprenditore - se questa attività si addice ai giovani e quindi se vale la pena intraprendere tale strada, rispondo di sì, a condizione, aggiungo, che vengano messe in campo passione, tempo e competenza». Messaggio chiaro anche indirizzato, a mo' di sprone, ai figli Stefano e Alessandro, dai quali Pier Paolo trae simpatici spunti per personalizzare le sue etichette. Ad esempio, dato che Stefano veste spesso in verde e Alessandro predilige il celeste, ecco tali colorazioni abbinate alle capsule delle bottiglie dei vari vini.
Personalità da imprenditore ed estro da poeta, per Della Tommasina senior, il quale ama apporre un biglietto di avvertenza nelle confezioni dei suoi prodotti, così riassunto: «Nota bene: l'uso prolungato e il sovradosaggio possono causare effetti collaterali indesiderati, pertanto se ne sconsiglia l'assunzione a chi deve condurre un qualsiasi autoveicolo, ivi compresa la "bricichetta».
Sì, anche un lato poetico per Pier Paolo Della Tommasina che, durante serate o incontri degustativi, si lancia in declamazioni di arguti sonetti presi in prestito o addirittura da lui stesso composti per rallegrare la compagnia, il tutto con un "prosit" finale.
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