La manifestazione
Carrarese presa all’asta
Quattro aziende del marmo dietro l’operazione del sindaco Zubbani
CARRARA. Finalmente la Carrarese vede la luce in fondo ad un tunnel che sembrava non finire mai. Ieri mattina il sindaco di Carrara Angelo Zubbani, in qualità di amministratore e socio unico della neonata Carrarese Calcio 1908 srl, ha partecipato alla settima asta fallimentare, concessa in extremis dal giudice delegato Giampaolo Fabbrizzi. La mossa del primo cittadino è stata sponsorizzata economicamente da quattro importanti aziende del marmo di Carrara, le quali hanno messo a disposizione i 109.000 euro necessari all'acquisizione dell'azienda sportiva del club fallito a marzo. Grande riserbo sui nomi di questi "Big Four" del lapideo, definiti «potenziali futuri soci» della Carrarese. L'asta è scattata alle ore 12 presso lo studio del curatore fallimentare Massimiliano Tognelli in viale Colombo a Marina di Carrara.
Nel pomeriggio intorno alle ore 17 Zubbani si è presentato nello stesso stabile, ma questa volta negli uffici della notaio Silvia Flamigni, per sottoscrivere l'atto di acquisizione d'azienda, che ha ufficializzato il trasferimento. «Abbiamo acquistato l'azienda Carrarese Calcio srl che si trovava nelle mani della procedura fallimentare - spiega il sindaco - Adesso parte la corsa contro il tempo per poter fare tutti gli adempimenti entro il 27 giugno. Tra gli adempimenti c'è quello di pagare tutti i debiti sportivi entro il 24 giugno e poi la fideiussione, l'iscrizione e quant'altro». Quindi da questo momento lei è il presidente della Carrarese? «Presidente della Carrarese Calcio 1908 lo ero già dalla scorsa settimana e rimango tale. E' chiaro che con una società con capitale versato di 10.000 euro non potevamo fare l'operazione di stamattina. Questa è stata un'operazione sostenuta dagli imprenditori del marmo i quali rapidamente adesso dovranno dare vita ad un progetto sportivo, ad un progetto d'integrazione societaria. Noi saremo disponibili all'occorrenza, ma adesso il lavoro da portare avanti spetta agli imprenditori locali. Queste sono tutte tappe di avvicinamento ad una meta importantissima. Fra una settimana vedremo cosa succede. Al di là delle preoccupazioni, che ancora ci sono, sono soddisfatto, perché in questa fase è arrivata una prima risposta dal mondo dell'imprenditoria locale, alla quale era diretto in primis il mio appello dell'altro giorno». Possiamo dire che il pericolo è scampato? «Qui non c'è da fare nessun trionfalismo. Non c'è ancora nulla. C'è soltanto un lavoro serio che è iniziato e che deve proseguire. Le delusioni in questi mesi sono già state tante, quindi è bene mantenere un profilo adeguato». Si parla dell'interessamento anche di gruppi esterni che potrebbero affiancare il mondo del lapideo. «Tramite questa vicenda ho scoperto che nel mondo ci sono tanti venditori di fumo. Senza fare offesa a nessuno, al momento dico che la cosa seria finora si è determinata con l'imprenditoria della città, poi se questi imprenditori riterranno di dover rafforzare la compagine societaria per avere più energia, noi non abbiamo certo preclusioni. Al momento di gesti concreti non ce ne sono stati, se non da parte degli amici che mi hanno consentito di costituire la 1908 e di altri amici che si son fatti avanti per l'asta, ma tutti di Carrara».
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