Il Tirreno

Il reportage

Ronchi e le sue vie: il degrado è di casa

Materiale abbandonato nell’area di Riva dei Ronchi
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Materiale abbandonato nell’area di Riva dei Ronchi

Erbacce a bordo strada, marciapiedi colabrodo, lampioni ko. Una pessima cartolina da Ronchi

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A tagliare la testa al toro ha pensato il regolamento urbanistico: l’area di Riva dei Ronchi è ad elevato rischio idraulico, vietato costruire anche un solo centimetro cubo. Niente hotel, niente case, niente parco, niente piscine o campi da tennis. Solo verde. Peccato però che quella enorme porzione di terra che, da via Ronchi raggiunge il parallelo viale della Repubblica, non sia proprio un quadro di pace e natura. Quadro desolante e desolante - per proseguire la metafora artistica - la cornice, con tanto di marciapiedi rotti, erba che cresce a bordo strada come in una fertile pianura, cestini in perfetto stile anni ’80, parcheggi improvvisati ogni angolo e un bel palo della luce a sintetizzare come se la passa Ronchi. Ciondolante, i fili elettrici che fuoriescono dal basamento, se ne sta, triste sentinella, a “presidiare” via dei Canneti.

Il viaggio dalla piazza. Se vale il motto “vedere per credere”, a Ronchi abbiamo dato più di un’occhiata. La piazza - da lì siamo partiti - se la passa bene: la pro loco la cura e pulisce e ogni settimana accende il motore del taglia erba. Nella pinetina sono in corso i lavori per realizzare un’area sgambamento dedicata agli amici a 4 zampe. Ma basta fare due passi e risalire via Ronchi per scoprire una desolazione che certo non appartiene ad una località turistica che, oltre a mare e sabbia, vanta pure una storia. E che storia! Perché nel fresco di Ronchi, ai tempi in cui la spiaggia era ancora un susseguirsi di dune, le vacanze ce l’hanno trascorse Ungaretti e Calmandrei, Maccari e Olmi. Adesso invece, la Roma Imperiale di casa nostra non è in buona salute. E la centrale via Ronchi è l’esemplificazione del problema: dei due marciapiedi uno solo è praticabile. Quello lato Carrara è stretto, invaso, per lunghi tratti, dai rovi che fuoriescono dall’area di Riva dei Ronchi. Quelle che devono essere state aiuole sono ora cespugli incolti, comodi posteggi per automobilisti incivili. L’altro marciapiedi non se la passa meglio, trasformato in pista da rally dalle radici dei pini. Le fermate per il bus, che a Ronchi fa tappa tre volte al giorno, ci sono, ma per vederle servono occhi di falco: cespugli e rami mai potati le coprono bene bene. Come coprono i lampioni, “regalando” a quel tratto di strada una romantica pennombra.

Rischio allagamento? Basta grattare l’asfalto. Un paio di anni fa lungo via Ronchi si sono allagati scantinati e taverne. Falda a pochi metri dal terreno e qualche problemino di pendenza che è stato risolto senza troppe complicazioni: un paio di “grattate” all’asfalto ed ecco un canale di scolo che conduce le acque fino ad un tombino. Peccato però che lì non si possano neanche avvicinare bici e scooter perché il rischio è perdere l’equilibrio e finire a terra.

Una discarica improvvisata. Nei mesi scorsi lungo la strada sono stati eseguiti alcuni lavori che da lì si sono estesi all’area di Riva dei Ronchi. Così la recinzione che separa quell’area dalla strada è stata divelta e mai ripristinata e offre un facile accesso a chi non ha voglia di chiamare la Ricicleria per smaltire laterizi. Vista strada ci sono pure alcune taniche: il contenuto è top secret. Le condizioni ideali perché allegre famiglie di topi prendano casa da quelle parti ci sono tutte, tanto che qualche ratto si è fatto beccare “a passeggio”. Ida Manfredi è la titolare della omonima pensione: l’hotel ha aperto i battenti nel ’56 ed Ida ne ha vista di gente passare da Ronchi. Ma ha assistito - ammette rammaricata - pure ad un progressivo degrado: «I marciapiedi qui sono gli stessi degli anni ’50. Durante la notte vedo passare le pantegane dal mio giardino, la grande area non è recintata lungo via dei Cannetti e lì i topi scorrazzano per sconfinare nelle zone vicine. Faccio io stessa, a mie spese, la disinfestazione». Senza dimenticare che a due passi da lì c’è pure la scuola elementare. Ida Manfredi è un fiume in piena: «Nel settembre del 2015 ho segnalato un lampione rotto su via dei Canneti, vada a verderlo - è il suo invito - è ancora lì». E il palo c’è: inclinato su un lato, con i fili scoperti alla base. Eppure quella strada, seppure piccola, è frequentata, soprattutto dai genitori che accompagnano i bambini a scuola. Ronchi è un gioiello, lo è davvero, e ora chiede di essere riscoperto, valorizzato, messo nelle condizioni di tornare a brillare.

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