La manifestazione
Disavventura per il maestro Passani
Il celebre pittore ha rischiato di morire per un’occlusione a una vena. Salvato all’ospedale di Barga
LUCCA. Ha rischiato la vita e solo grazie alla preparazione di Guidantonio Rinaldi, direttore della medicina interna di Barga, il maestro Gualtiero Passani può raccontare la sua disavventura.
Passani è uno dei più quotati pittori contemporanei italiani: 90 anni, originario di Carrara, risiede a Lucca da ormai mezzo secolo. Dopo essersi sottoposto ad un delicato intervento alle corde vocali riuscito bene, spiega l’amico di una vita Lorenzo Pacini, «accusava varie problematiche di altra natura. La più devastante di queste, un dolore continuo e lancinante ad una gamba che purtroppo non veniva preso in considerazione (se non parzialmente) dai medici che lo avevano in cura. La figlia, vista l'inutilità delle cure a cui il padre era sottoposto, ha trovato la forza di richiedere l'intervento del dottor Rinaldi , ed è stata proprio questa, la chiave di volta del problema».
Dopo una serie di accurate analisi, infatti, Rinaldi ha accertato l'occlusione di una vena. Si è messo immediatamente in contatto con il dottor Roberto Lorenzoni che, al San Luca, ha immediato Passai nel giro di poco tempo, riuscendo così a salvargli la vita e a risolvere il problema.
La figlia Lydia, insegnante, ha una serie di ringraziamenti da fare dopo la disavventura del padre: «Non posso che complimentarmi con il dottor Guidantonio Rinaldi, per le sue indubbie qualità e per come dirige il suo reparto. Dopo aver perso molto tempo prezioso in altre strutture, solo a Barga Rinaldi è riuscito ad individuare la vera causa che affliggeva mio papà. Fin dal primo momento ho avuto la certezza che si trovasse in buone mani, circondato da uno staff di persone altamente competenti, oltre che pazienti e gentili, cosa non sempre riscontrabile negli altri ospedali, che ahimé ho frequentato ultimamente. Estendo la mia personale gratitudine al dottor Lorenzoni per averlo operato con urgenza e nel migliore dei modi. Grazie di cuore ad entrambi (e alle loro équipes), per avermi restituito il mio “grande“ papà, più in forma di prima. È una fortuna incontrare medici di questo livello, che fanno della loro professione ragione di vita, nell'interesse unicamente dei pazienti».
Proprio ieri Pacini è riuscito a scambiare qualche parola con il maestro: «Parlandomi al telefono con voce “quasi normale”, mi ha esternato il suo desiderio e volontà di recuperare velocemente. Non mi sono osato sul momento, ma mi riprometto nei prossimi giorni di tastare il suo desiderio di tornare a dipingere. Ho una gran voglia, e con me tanti collezionisti, di poter ammirare qualche sua nuova opera».
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