La manifestazione
Note di fisarmonica per l’inno ai cavatori
La canzone “Sottosopra” scritta tredici anni fa dal cantautore Davide Giromini vince un premio della critica nazionale per la profonda attualità del testo
CARRARA. Una canzone scritta tredici anni fa che continua a essere tremendamente attuale. "Sottosopra (inno darmico del cavatore)" del cantautore e fisarmonicista carrarese Davide Giromini ha vinto il premio della critica al concorso nazionale "Giovanna Daffini" per la canzone popolare proprio per «la profonda attualità del testo».
Il concorso, che si tiene ogni anno a Motteggiana, in provincia di Mantova, è il più importante premio nazionale del settore, il cui "Albo d'oro" annovera molti dei principali cantastorie italiani come Franco Trincale, Lisetta Luchini e Fausto Carpani.
La canzone di Giromini è un inno a quel lavoro del "cavar marmo", ai cavatori, a una montagna che dà e toglie.
Ispirata alla morte del nonno, che ha perso la vita a 24 anni negli anni Cinquanta in una cava di Carrara, si ripropone dopo mezzo secolo di descrivere una realtà purtroppo ancora esistente: le morti in cava. Nella canzone ci sono i cavatori, c'è Carrara, c'è la fatica, la rabbia, l'amarezza.
Ci sono le storie di morti che si inseguono lasciando solo tristezza. Giromini racconta una storia e fa politica. Denuncia un sistema che si basa sullo sfruttamento, dell'uomo come dell'ambiente, in nome del profitto, quello di pochi.
«Che l'attualità di questa canzone si perpetri dopo quindici anni dalla sua composizione è cosa veramente triste - commenta Giromini - ma ancora più triste è pensare che la canzone riguarda mio nonno paterno che morì in cava all'età di 24 anni, circa 65 anni fa, quando il lavoro era a chiamata giornaliera e ci si andava a guadagnare la giornata "se" chiamati e privi di esperienza. Tengo a precisare che oggi chiuderei le cave, almeno fino a risoluzione delle questioni sicurezza, concessioni, escavazione, ambiente, e fino a ingabbiamento di tutti i baroni plurievasori e della classe politica che quella lobby ha servito per decenni». E riguardo al premio commenta: «È come vincere Wimbledon per un tennista da terra battuta».
Giromini dopo anni in compagnie teatrali e gruppi musicali nel 2005 prende la strada del cantautorato e scrive il suo primo album: "Apuamater:un cavatore un partigiano un vagabondo un marinaio".
Da qui fonda gli Apuamater con i quali pubblica altri due album: "Delirio e castigo e 2076: il ritorno di Kristo". Nel 2009 dà vita al progetto Redelnoir scrivendo "Ballate di fine comunismo".
Nel 2011 esce "Ballate Postmoderne". Si afferma come continuatore della canzone politica e di impegno sociale dopo dodici anni di concerti, sette dischi e una cinquantina di spettacoli teatrali come compositore ed esecutore di colonne sonore dal vivo e collaborazioni eccellenti tra cui il cantautore, scrittore e giornalista italiano, Ivan della Mea. Proprio lui gli ha lasciato in eredità una serie di testi da musicare. Quest'anno ha pubblicato Ostalghia, concept album sospeso fra il rock e la canzone popolare, che pone un «conflittuale parallelo» fra la storia del Novecento italiano e quello sovietico.
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