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Coro Monte Sagro e Cordaioli: un grande show
CARRARA. Si rinnova stasera alle 21, alla Parrocchia Sacra Famiglia di Marina di Carrara, l'appuntamento con la rassegna corale Città di Carrara. I 40 anni della manifestazione organizzata dal Coro...
CARRARA. Si rinnova stasera alle 21, alla Parrocchia Sacra Famiglia di Marina di Carrara, l'appuntamento con la rassegna corale Città di Carrara. I 40 anni della manifestazione organizzata dal Coro Monte Sagro avranno un ospite d'eccezione: i Crodaioli di Bepi De Marzi, un complesso corale che ha rivoluzionato la tradizione del canto popolare e che in oltre 50 anni di attività ha tenuto migliaia di concerti in tutto il mondo, realizzato 150 canti e inciso 10 album.
Rinomato ovunque per l'elegia "Signore delle cime", tradotta anche in giapponese, l'ensemble vocale deve la sua fama al maesto d'organo e concertista dei Solisti Veneti Giuseppe De Marzi, detto Bepi, che nel 1958 li ha fondati (Crodaioli viene da croda, cima rocciosa) affidando alle loro voci le tessiture contrappuntistiche e la potenza armonica delle sue originali composizioni. Maestro innovativo, eclettico e instancabile, l'ottantunenne De Marzi verrà preceduto nell'esibizione canora dal coro Monte Sagro. La formazione di casa non ha bisogno di presentazioni, essendo attiva sul nostro territorio sin dal 1963. Tradizionalmente legata alla musica popolare per coro maschile, dal 1993 - anno in cui inizia la direzione del maestro Alessandro Buggiani - la scelta artistica del Monte Sagro si è rivolta alla ricerca e alla realizzazione di un repertorio corale originale, incentrato sulle composizioni e sulle armonizzazioni ora intime ed emotive, ora ludiche e rarefatte, del maestro Buggiani.
Che ha parole di stima e affetto per gli ospiti della serata: «I Crodaioli furono una vera scossa nella coralità maschile - racconta Buggiani -. Io imparavo i loro canti sui banchi di scuola, e sono stati uno stimolo enorme per moltissimi cantori e direttori. Li vogliamo ancora una volta qui. Per ricordarci sempre delle infinite possibilità espressive; per non dimenticare che le energie spese hanno un senso vitale che ci spinge a spenderle e a rinnovarle; per continuare a credere, ancora una volta, che il canto corale è un nutrimento vero come l'aria e l'acqua»
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