La manifestazione
Sicurezza in cava, 33 controllori in più
Li assume la Regione e saranno al lavoro in Asl da luglio. Più personale anche in Procura: così le ispezioni quadruplicano
CARRARA. A fare da premessa è la freddezza del dato: 3 morti in 5 mesi, 8 dal 2006, 4 soltanto nel 2015 e 1.145 infortuni nel settore lapideo nel decennio compreso tra il 2006 e lo scorso anno. Premessa a cui se ne aggiunge una seconda: 8 addetti non possono controllare, neppure facendo i salti mortali, i 170 siti estrattivi (110 quelli censiti a Carrara) del bacino apuo-versiliese. È sui numeri, quindi, che si gioca la sfida della sicurezza sul lavoro, sfida che la Regione affronta mettendo in campo, nell’ambito di un piano straordinario, 2 milioni e mezzo di euro per garantire all’Asl un organico in grado di pattugliare tutti i bacini e quadruplicare il numero delle ispezioni sui versanti e al piano, dove il marmo si lavora.
Al lavoro 33 persone in più. Da luglio il settore sicurezza dell’azienda sanitaria potrà, quindi, contare su 25 nuovi tecnici della prevenzione e 8 tra geologi e ingegneri. Tutti con contratto a tempo determinato (il piano straordinario per la sicurezza è biennale), comunque in forza all’Asl e al lavoro nei bacini marmiferi e nelle aziende del lapideo. Più addetti dunque che vanno, però, messi nelle condizioni di poter lavorare: così se due milioni tondi tondi la Regione li spende per le assunzioni, mezzo milione lo riserva ai mezzi e compra diciassette fuoristrada per raggiungerli i versanti, tre ulteriori automezzi, computer e macchine fotografiche per documentare le ispezioni al monte e nelle segherie. E non è finita perché la squadra, fino a dicembre, sarà rafforzata da 5 tecnici che ora operano in altri settori.
I controlli quadruplicano. Più persone al lavoro significa - la Regione lo ribadisce in una nota - più controlli: «I controlli ci sono stati - premette Firenze - e nel 2015 sono stati 280 gli accessi in cava con cento valutazioni sulla stabilità dei versanti. Con più tecnici della prevenzione in forza alla Asl saranno - e la Regione arriva al dunque - almeno quattro volte di più: 2.280 programmati nei due anni, con cinquecento valutazioni sulla stabilità dei versanti e sei o sette ispezioni in ogni cava ogni anno contro i meno di due di oggi. Nelle aziende lapideo, invece, dai cinquanta accessi registrati nel 2015, uno per azienda ogni dodici anni, si arriverà a 450 l’anno, novecento nel biennio, con ogni impresa che sarà dunque controllata almeno una volta in un anno e mezzo».
L’accordo con la Procura. Al piano biennale e straordinario per la sicurezza manca un ultimo anello perché più controlli - l’equazione è immediata - significa mole di lavoro maggiore anche per la Procura nel caso venga rilevato il mancato rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza.
Ecco allora che la Regione chiude il cerchio aggiungendo anche quell’ultimo anello e lo fa approvando prima, e siglando poi, un protocollo di intesa con le Procure di Massa (per il bacino apuano) e di Lucca (per il bacino versiliese) e con le Corti di Appello di riferimento. Il protocollo - si legge nella nota da Firenze- sarà firmato nelle prossime settimane dal presidente Enrico Rossi e dai procuratori. La Regione - questo il contenuto dell’accordo - prevedendo ulteriori carichi di lavoro per gli uffici giudiziari, «ha deciso di venire in aiuto mettendo a disposizione (a proprie spese) personale amministrativo del sistema sanitario regionale e giovani del servizio civile».
Per verificare l’efficienza delle misure messe in campo, a garanzia della sicurezza in cava, sarà costituito «un tavolo di monitoraggio, per verificare periodicamente l’andamento delle azioni di prevenzione e di contrasto. L’accordo - aggiunge la Regione Toscana - aiuterà inoltre a creare maggiore sinergia tra gli uffici delle procure e dell’Asl, favorendo, laddove non ci siano esigenze di riserbo, investigativo lo scambio di informazioni».
Un piano biennale, quindi, che prevede l’aumento del personale, l’incremento dei controlli e la verifica periodica dei risultati. A garanzia di chi in cava e in segheria lavora ogni giorno.
Chiara Sillicani
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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