Il Tirreno

Si fingono carabinieri per truffare gli anziani

Si fingono carabinieri per truffare gli anziani

Due donne sono state raggirate con la scusa dei figli che erano finiti nei guai Hanno consegnato denaro e gioielli a degli sconosciuti che avevano suonato

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MASSA CARRARA. Torna la truffa del finto carabiniere. Nel giro di cinque giorni con questo trucchetto sono state raggirate due signore di 61 e 79 anni e i malviventi tra banconote e monili d’oro sono riusciti a portarsi via circa tremila euro, anche se parte del malloppo non è stata ancora quantificata. Le modalità preoccupano le forze dell’ordine, anche perché altri episodi simili si sono verificati in altre province toscane. E per questo l’Arma lancia l’allarme per dire alle persone che nessun militare, tantomeno in borghese, si recherà mai in una abitazione privata per chiedere soldi o gioielli. «Se vi trovate di fronte personaggi del genere contattate immediatamente il nostro numero di pronto intervento e chiedete il nostro aiuto», spiega il maggiore Tiziano Marchi, comandante del nucleo investigativo provinciale.

Ma vediamo come si sono articolate le truffe, anche per far capire a chi legge a cosa deve stare attento. Il primo raggiro è datato 10 giugno e si è consumato ad Aulla: il malvivente ha suonato alla porta della vittima prescelta, una signora sessantenne, e si è spacciato per carabiniere. Le ha detto che il figlio era stato fermato da una pattuglia per un controllo ed era stato trovato senza il bollo dell’assicurazione e per sanare la situazione c’era soltanto una strada da percorrere: pagare una pesante sanzione. Altrimenti il rischio era quello dell’arresto, oltre al sequestro della vettura, perché l’infrazione era grave. La donna non se lo è fatto ripetere due volte: è andata in camera da letto, ha aperto un cassetto e ha tirato fuori diverse banconote. Visto che però la persona che aveva di fronte non si accontentava e scuoteva la testa, la donna è tornata nella camera da letto e ha frugato per vedere se c’era dell’altro denaro. Non lo ha trovato e sconsolata ha portato dei monili. Il finto carabiniere ha fatto il gesto di non potere accettare, ma poi se li è messi in tasca e prima di sparire nel nulla ha detto che il figlio sarebbe stato rilasciato immediatamente e infine ha tolto il disturbo. Quando il giovane è tornato a casa la sessantenne ha capito di essere stata raggirata. E ha presentato denuncia, anche se non è assicurata e quindi il danno subito non le verrà mai risarcito.

Dopo cinque giorni ecco che il trucco si ripete pressoché identico, ma stavolta a Carrara. La sensazione è che si tratti della stessa mano. Stavolta la vittima prima è stata contattata al telefono: dall’altro capo una voce maschile si è qualificata come carabiniere e ha detto alla signora, di 79 anni, che la figlia aveva causato un brutto incidente stradale ed era stata portata in caserma per degli accertamenti. Il presunto militare ha detto all’anziana che doveva andare a casa sua per un motivo grave. E si è presentato quasi subito alla porta della donna. Ha detto che serviva una forte somma per bloccare un procedimento che poteva creare grossi grattacapi alla congiunta. Si è pure offerto di fare da intermediario dicendo alla vecchietta, spaventata come mai in vita sua, «si vede che sua figlia è una donna per bene. Non è giusto che finisca in carcere». Alla parola carcere l’anziana ha aperto il cordone della borsa, mettendo in mano a quello che credeva un tutore dell’ordine 800 euro in contanti. Non solo: gli ha dato anche una manciata di gioielli. In tutto più o meno il valore era di millecinquecento euro. L’uomo l’ha ringraziata e le ha promesso che avrebbe fatto di tutto per far rientrare a casa al più presto la donna che avevano fermato. E infatti dopo poco è successo, ma quando l’ndagata per finta ha sentito la storia ha immediatamente chiamato le forze dell’ordine. Inutile dire che la vecchietta è rimasta mortificata dall’accaduto.

Il sospetto degli inquirenti è che ci sia una banda che arriva da fuori che ha deciso di battere la nostra provincia in questi giorni. L’avvertenza è quella di non aprire mai la porta a chi si spaccia per carabiniere, a meno che non ci sia un valido motivo. E soprattutto un’ordinanza.(d.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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