Il Tirreno

Sei migranti al lavoro per la manutenzione degli ex Cappuccini

Sei migranti al lavoro per la manutenzione degli ex Cappuccini

Parte il progetto di integrazione “Pontremoli accoglie” con i primi assunti. I ragazzi non avranno stipendio

3 MINUTI DI LETTURA





PONTREMOLI. Sei migranti a lavoro per pulire il paese, a partire dai luoghi di cultura. È “Pontremoli accoglie”, il progetto finanziato dalla Regione Toscana per impiegare i richiedenti asilo o protezione internazionale in lavori socialmente utili. Firenze ha messo infatti a disposizione - dal maggio dello scorso anno - cento euro a persona che servono per l'assicurazione («per la responsabilità civile verso terzi e contro gli infortuni») e l'acquisto di strumenti, attrezzature e vestiti per lo svolgimento dell'attività, nonché per l'eventuale partecipazione a attività di orientamento e formazione necessarie alle attività di inserimento.

Sono stati chiamati soldi anti-noia, ma sono qualcosa in più: sono un vero e proprio progetto di integrazione del migrante all'interno della comunità. Che in questo caso è Pontremoli. «Le persone così facendo - commenta la sindaca del comune lunigianese, Silvia Baracchini - imparano a conoscere il territorio e allo stesso tempo si fanno conoscere gli abitanti. Li vedono lavorare, contribuire a rendere più bello questo comune». La burocrazia italiana infatti rallenta all'infinito il percorso di integrazione di un migrante. All'inizio della procedura di asilo infatti non è possibile lavorare. E succede che le persone passino mesi, o anni, in attesa che la commissione si pronunci sulla domanda. Gli stessi migranti che partecipano al progetto di Pontremoli sono arrivati in Italia un anno fa e ancora non sanno se la loro richiesta verrà accettata o meno. E il punto è che, con il regolamento di Dublino (il documento principale adottato dall'Unione in tema di diritto d'asilo), i migranti sono obbligati a chiedere asilo nel primo Paese europeo in cui arrivano (anche se poi qualcuno riesce comunque a prendere la rotta del nord Europa).

Il progetto lanciato dalla Regione quindi ha l'obiettivo di dare qualcosa da fare ai migranti, restituir loro dignità. È su base volontaria e a Pontremoli vede già impegnati sei ragazzi (dei 23 ospitati al seminario vescovile minore del Sacro cuore; 431 invece sono quelli in totale nella provincia) provenienti da Mali, Sierra Leone e Gambia, nella riqualificazione dell'ex convento dei Cappuccini sul percorso peraltro della via Francigena: tagliano erba, puliscono il prato, pitturano panchine. «Stanno anche imparando un mestiere - spiega don Pietro Pratolongo, che segue con la Caritas i migranti ospitati - perché non sapevano, ad esempio, tagliare l'erba. Ma sono persone volenterose e imparano velocemente. È bello vederli crescere insieme a noi».

Anche Massa, Fivizzano e Aulla hanno ricevuto i finanziamenti per il progetto, ma non è ancora partito nulla. «Da noi il terreno era fertile - spiega la sindaca di Pontremoli - perché era già oliata la collaborazione tra Prefettura, Caritas e Comune». È su questa triangolazione che si basa il progetto. «Speriamo che tutti i comuni della provincia aderiscano - commenta il prefetto, Giovanna Menghini, durante la conferenza stampa che si è tenuta ieri a Massa. «Nostro compito - continua - è anche quello di far integrare queste persone all'interno delle nostre comunità. E questo progetto lo permette». I migranti possono lavorare solo fra le 7 e le 19 e le associazioni - nel caso di Pontremoli è appunto la Caritas - devono affiancare agli stranieri un referente che «coordini i volontari nelle attività previste - come si legge nel progetto -, nonché curi la verifica costante delle attività e la predisposizione di report periodici». Alle prefetture, invece, il compito di fornire informazioni sui posti disponibili attraverso "mediatori culturali" che parlino le varie lingue.

Melania Carnevali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore