Il Tirreno

Lega dei cavatori: Cgil no, Lazzareschi sì

«Non siamo sindacato» e l’associazione respinge le avances di Fillea. Ma accetta l’iscrizione di un imprenditore

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CARRARA. Al primo punto dell'ordine del giorno dell'assemblea della Lega dei Cavatori convocata all'indomani della sua costituzione, c'è la sicurezza sul lavoro. Un tema importante, che ha mobilitato molti altri cavatori oltre a quelli già iscritti, i quali, durante la serata hanno poi deciso di aderire anch'essi al Patto Sociale iscrivendosi e facendo raggiungere alla Lega quota 150 iscritti.

Ospiti ufficiali della riunione sono stati Giuseppe Diamanti e Moreno Vanni, due tecnici della prevenzione che si occupano di formazione sulla sicurezza delle lavorazioni nel lapideo. I due professionisti hanno spiegato i punti principali della normativa vigente sulla sicurezza. Una serata ricca di approfondimenti tecnici dove si sono toccati vari temi: da come migliorare il modello di sistema di soccorso cave, alla figura del sorvegliante e di come forse sarebbe opportuno non sovrapporla alla figura del capocava, al problema del riconoscimento del lavoro in cava come lavoro usurante; questione quest'ultima che diventerà oggetto di una relazione destinata alla Commissione parlamentare d'inchiesta.

È stato così avviato un dibattito aperto in cui gli operai presenti hanno portato il loro contributo raccontando la loro esperienza e il loro punto di vista. Ma il momento culminante della serata si è raggiunto quando Roberto Venturini, segretario di Cgil-Fillea del territorio. «Sono venuto qui stasera per ascoltare- ha detto - e anche per capire se questa associazione abbia degli interessi di ordine sindacale, se abbia interesse a fare quello che fa un sindacato. Per carità- ha proseguito il sindacalista- c'è sempre bisogno di nuovi soggetti ma in questo caso la mia partecipazione finirebbe qua.Voi state trattando di argomenti di natura sindacale, in effetti...».

La risposta di Andrea Vannucci, il presidente della Lega, non si è fatta attendere: «Noi non siamo un sindacato, noi siamo un patto sociale. Quando ci siamo costituiti potevamo scegliere tra la strada più facile e diventare sindacato, cosa che ci avrebbe dato titolo per sedere al tavolo delle trattative e ci avrebbe consentito di usare tanti strumenti di intervento e la strada più difficile, quella del patto sociale. E abbiamo scelto il patto sociale. Perché noi siamo il cambiamento. Noi vogliamo cambiare la mentalità facendo cultura, andando nelle scuole, cercando collaborazioni con la città perché ci sostenga, aprendo dialoghi con tutti i soggetti presenti nella nostra società e sul territorio. Se c'è da dare una dritta su come modificare un macchinario chi meglio di noi può farlo?» La Lega può diventare un importante pungolo per il sindacato fa notare anche Luigi Maggiani, il primo iscritto alla Lega non-cavatore. E intanto, a segnare il cambiamento di passo, la domanda di iscrizione di Alvise Lazzereschi, noto imprenditore del marmo e datore di lavoro dunque, viene messa ai voti e approvata dall'assemblea.

Francesca Vatteroni

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