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È ufficiale, alla Lugnola tornano i camion

Camion a Carrara
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Camion a Carrara

Ma il Comune annuncia: solo dieci al giorno per un periodo. E per preservare 40 posti di lavoro

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CARRARA. Il dato è tratto: alla Lugnola torneranno i camion. Quelli da - e per - il Monte Sagro. L’ufficialità arriva da Piazza Due Giugno: l’amministrazione ammette che i passaggi ci saranno, ma mette pure i puntini sulle “i” e spiega che il via libera è stato garantito per consentire l’attività estrattiva nel bacino del Sagro e preservare i 40 posti di lavoro che quell’attività garantisce. Sì ai passaggi, ma “calmierati”: «Carrara - si legge infatti - consentirà una decina di passaggi». Dieci passaggi e l’impegno delle ditte che tornano ad estrarre sul Sagro, a dare il loro contributo, finanziando la manutenzione della viabilità carrarese.

Sul Sagro - per ricostruire la vicenda - ora non si lavora: ci sono, in barba alle prescrizioni Arpat, montagne di detriti e i camion che dovrebbero riportarli a valle non hanno una strada da cui passare. Sul versante di Fosdinovo neanche a parlarne: le frane hanno messo ko la via provinciale e per i mezzi pesanti c’è un bel divieto di transito. A Carrara a dire no ai camion pensa un’ordinanza che, sorta la via dei Marmi, ha vietato il passaggio dei camion. Ma detto che la via dei Marmi al Sagro non collega e detto che il progetto per frantumarli al monte i detriti, è naufragato, i soggetti interessati si mettono ad un tavolo per la soluzione definitiva che è una nuova via di collegamento tra Campocecina e la zona industriale. Nell’attesa della sua realizzazione e per evitare la chiusura delle cave - aggiunge Palazzo civico - 10 camion al giorno passeranno dalla Lugnola: «Non stupisce - scrive il Comune - anche se rammarica constatare che Legambiente punti ad una campagna di disinformazione fatta di cifre e scenari non rispondenti alla realtà. I soggetti promotori dell’iter volto a trovare una soluzione sono stati la Provincia e l’Ente Parco.

L’amministrazione ha sottoposto le ipotesi alle competenti commissioni consiliari e si è confrontata con gli altri enti interessati partecipando ad un tavolo istituzionale. Nello stabilire attività e tempi precisi per la loro esecuzione in capo ai soggetti direttamente impegnati nella soluzione definitiva del problema che riguarda quindi la Provincia, l'Ente Parco e il Comune di Fivizzano, il protocollo provvisoriamente e con la sola finalità di impedire gravi ripercussioni sull’occupazione, pone in capo a Carrara l’impegno a valutare la possibilità di consentire una decina di passaggi in determinati orari e sul percorso necessario per imboccare la strada dei marmi. Nell’attesa di un progetto che dovrebbe essere redatto entro dicembre e attraverso modalità che riducano al minimo i disagi si cercherà di consentire la prosecuzione dell’attività estrattiva e con essa il mantenimento dei livelli occupazionali per ditte insieme alle quali verranno ricercate forme di perequazione in termini di interventi manutentivi e migliorativi della viabilità interessata dal percorso».

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