Proteste
Stupra una sedicenne: fermato
La violenza è avvenuta in Liguria, il bruto si era rifugiato in un campeggio della Partaccia
MASSA. Lo cercavano da quasi 48 ore perché una ragazzina di appena sedici anni lo aveva accusato di una violenza avvenuta in un albergo di la Spezia. L’uomo, un romeno di trent’anni, è stato preso ieri mattina alla Partaccia, nella zona dei campeggi, grazie a un’intuizione di uno degli uomini della squadra mobile. L’agente, ai comandi di Antonio Dulvi Corcione, vista la segnalazione dei colleghi liguri, ha deciso di battere quella zona perché aveva la sensazione che potesse nascondersi lì il bruto. E ha fatto centro, perché dopo pochi minuti ecco spuntare una persona che corrispondeva alla descrizione fatta dalla ragazzina. I poliziotti lo hanno fermato e lo hanno portato in questura, dove poi sono arrivati gli inquirenti spezzini. Era proprio l’uomo che stavano cercando.
La violenza è avvenuta in un albergo, dove lo straniero aveva portato la sedicenne dopo un appuntamento in un bar che si trova nei pressi della stazione. Una birra insieme, due risate. Poi l’invito, che la giovane accetta senza pensare che quello sconosciuto potesse farle del male. Lui l’ha convinta a seguirlo. E una volta nella stanza i due - secondo la ricostruzione della polizia - hanno cominciato a parlare, si sono scambiati un bacio, dopodiché il ragazzo ha abusato della sedicenne che ha tentato di respingerlo, gridando, chiedendo aiuto. Ma lo stupratore non ha mollato la presa fino all’ultimo. L’adolescente, a quel punto, approfittando della situazione, ha aperto la porta della camera ed è fuggita in strada. Ed è stata soccorsa da alcuni passanti che vedendola mezza nuda e in lacrime hanno chiamato la polizia.
Ma è stata la prontezza di riflessi di un commerciante a permettere alle forze dell’ordine ad avere qualcosa di concreto per le mani: col cellulare ha scattato una foto al sospettato che si stava allontanando a piedi. L’istantanea ritrae un ragazzo che potrebbe aver all’incirca 25 anni. Indossa una maglia rossa, jeans chiari. Dalla foto - mostrata dal Secolo XIX - si può notare uno zaino scuro e un piercing al sopracciglio sinistro. Il ragazzo si è presentato alla vittima con un nome che indica chiare origini romene. Il magistrato di turno, il sostituto procuratore Claudia Merlino, aveva chiesto alla polizia di fare presto. La squadra mobile martedì ha effettuato un lungo sopralluogo nell’hotel. Il gestore della struttura ha detto di non aver fatto a tempo a registrare i due clienti, quindi gli investigatori non conoscono con sicurezza l’identità del responsabile. Era stato fermato un ragazzo che rispondeva all’identikit del ricercato, ma una volta portato in questura però gli inquirenti hanno capito che era estraneo alla vicenda. La sensazione però era che il colpevole potesse risiedere nella provincia spezzina, ma mentre stavano battendo il territorio è arrivata la chiamata da Massa: Corcione avvertiva i colleghi che avevano preso loro l’uomo che stavano cercando. Adesso serve soltanto la prova del dna, per questo sono state sequestrate lenzuola e federe nella stanza dove è avvenuto lo stupro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
