Sicurezza
Ditta Costa, ora spunta il giallo delle quantità di rifiuti da smaltire
Continua la protesta degli albianesi che stasera tornano a riunirsi nella sede della Croce Rossa La richiesta è sempre la stessa e la battaglia per la chiusura dell’azienda va avanti ormai da anni
ALBIANO MAGRA. Questa sera alle ore 21, presso la sede della Croce Rossa ad Albiano Magra, gli anti Costa tornano a riunirsi per fare il punto della situazione sulla loro battaglia per fare chiudere l'azienda guidata dall'imprenditore spezzino Mauro Costa, battaglia che va avanti da anni e ha conosciuto una decisa accelerazione dopo il rogo del 4 ottobre scorso. Nel frattempo, gli albianesi anti Costa rendono pubblici alcuni documenti ricevuti dall'Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Toscana, che verranno illustrati stasera, dai quali emerge che la ditta Costa ha presentato richiesta per lavorare più di 75 tonnellate al giorno di rifiuti finalizzati alla produzione di Combustibile Solido Secondario (CSS), ma, non avendo presentato richiesta di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), deve operare entro il limite giornaliero delle 75 tonnellate giornaliere. E' quanto si può leggere in una nota del 13 giugno scorso, inviata dalla responsabile del dipartimento ARPAT, Gigliola Ciacchini, al difensore civico della Regione Toscana e ad alcuni esponenti degli anti Costa, nota che replica ad alcune richieste di informazioni pervenute dai cittadini in merito alla presenza di un rivelatore di radiottività, all'esistenza di un idoneo sistema di captazione ed abbattimento delle emissioni gassose e/o delle polveri e alla ragione per cui l'impianto non sarebbe tenuto a richiedere l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Nella nota si fa notare che "l'impianto è fornito di rivelatore manuale di radioattività in ingresso per i rifiuti ferrosi ed è fornito di impianto di aspirazione dotato di filtro a maniche e scrubber", ma, prima di affrontare la questione AIA, si sottolinea che l'ARPAT "è un ente di supporto tecnico agli enti competenti in materia autorizzativa (prima Provincia di Massa Carrara, ora Regione Toscana) ed è responsabile dei controlli effettuati e non delle autorizzazioni rilasciate da altri enti". L'iter autorizzativo della ditta Costa viene definito "complesso", poiché questa "sta operando in base ad una autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Massa Carrara con determina dirigenziale 8766/2005 e con provvedimento n° 10813 del 17/04/2014 è stato attivato dalla Provincia un procedimento di riesame della Valutazione di Impatto Ambientale a seguito della sentenza del TAR Toscana 1815/14: non è noto a questo ufficio - così prosegue la nota - se dopo il passaggio delle competenze alla Regione Toscana, tale procedimento sia tutt'ora in corso". Quindi, la battaglia si starebbe spostando sull'iter autorizzativo, anche perché si avvicina il 29 agosto, giorno in cui scadrà la proroga all'esercizio rilasciata dalla Provincia: infatti, la ditta Costa lavorerebbe in regime di proroga dal 2010.
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