Lutto
Tribunale nel caos, altri due giudici volevano andare via
Tra settembre e dicembre si trasferiranno tre magistrati E il gup De Mattia e il collega Ermellini stavano per imitarli
MASSA. Oltre ai tre giudici che andranno via entro la fine dell’anno dal tribunale di Massa, altri due erano in procinto di lasciare il palazzo di giustizia apuano: il gup Ermanno De Mattia e il giudice di sorveglianza Maurizio Ermellini. Il primo ha ritirato la domanda all’ultimo, mentre l’altro è stato superato in graduatoria da un collega e quindi deve aspettare ancora prima di vedere accolta la sua richiesta. Ma è il segnale che c’è davvero qualcosa che non va, altrimenti non si spiega perché cinque magistrati su quindici (un terzo) chiedono di andare via nello stesso momento. Già sarà complicato dover sostituire i partenti, figuriamoci se anche Ermellini e De Mattia li avessero seguiti. Ma perché succede tutto questo? Le toghe puntano il dito contro l’organizzazione del lavoro, le poche aule e il personale delle cancellerie che è ridotto all’osso.
I problemi saranno per chi resta. Da settembre si dovranno far tornare i conti senza Antonia Aracri (destinata a Lucca), Fabrizio Garofalo della sezione penale (andrà a La Spezia) e Giampaolo Fabbrizzi della sezione civile (a Lucca anche lui). Il loro trasferimento probabilmente avverrà a dicembre, dato che il presidente del tribunale Maria Cristina Failla chiederà di posticipare la partenza, di almeno due dei tre, a dicembre. Perché è un brutto colpo questo per la giustizia apuana, che si vedrà privata di tre pedine fondamentali. L’Aracri è giudice dell’udienza preliminare (e quindi ricopre anche l’incarico di gip), per molto tempo lo ha fatto da sola eppoi è stata affiancata dal collega Alessandro Trinci (poi messo a disposizione della sezione penale) e da De Mattia, una volta portato a termine il suo incarico al ministero della Giustizia (era stato chiamato a Roma da Cosimo Ferri appena nominato sottosegretario); Garofalo è giudice monocratico e in questi anni ha smaltito una vastità di processi che ha ereditato, lavorando anche il sabato. Eppoi Fabbrizzi, che insieme ai colleghi del civile ha portato in questi anni la durata dei procedimenti da sette anni a tre anni e mezzo.
In attesa dei sostituti - non c’è questa gran ressa per venire a Massa - bisognerà cercare di far quadrare i conti senza rallentare i lavori. Non sarà semplice perché senza un gup (che poi svolge pure le funzioni di gip) l’ultima volta si era accumulato un arretrato pauroso. E anche nella sezione civile, che ha dimezzato la durata dei procedimenti, sono previsti contraccolpi pesanti. A Massa, a pieno organico, un giudice ha mille processi all’anno da curare. Un’enormità se si pensa che in realtà come La Spezia e Genova (stesso distretto quindi) si arriva a 250 o al massimo a trecento.
Danilo D’Anna
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