Il Tirreno

Gallerie “fuorilegge” le guardie chiudono una cava di Calacatta

Gallerie “fuorilegge” le guardie chiudono una cava di Calacatta

Lavorazioni e opere nel Parco delle Apuane senza autorizzazioni scatta la sospensione. Possibile anche l’evasione fiscale

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CARRARA. Hanno realizzato due gallerie senza autorizzazione e scavato marmo in un'area in cui non potevano scavare. Per questo l'attività estrattiva alla cava Calacatta, nel comune di Carrara, è stata sospesa. E Roberto Pino, legale rappresentate della ditta "Guido Fabbricotti fu B. Successori srl", è stato multato.

È il frutto dei controlli portati avanti dalle guardie del Parco nelle cave apuane, che nei mesi scorsi hanno portato a diverse sospensioni di attività estrattive nel comprensorio massese. Adesso il mirino è puntato anche sulle cave di Carrara, quelle poche rientranti nell'area Parco. Il sopralluogo fatto nelle settimane scorse alla cava Calacatta ha scoperchiato un vaso di illegalità. Dai verbali del comando guardiaparco emerge la realizzazione di gallerie non autorizzate, sia da un lato sia dall'altro della galleria esplorativa autorizzata, in area contigua di cava, per un totale di 9.500 metri cubi.Ma salta fuori anche la realizzazione di un'escavazione a cielo aperto, in prossimità della galleria di ingresso, su una superficie di circa 270 metri quadrati, per un abbassamento di circa 2 metri e per un totale di 540 metri cubi, anche questa in area contigua di cava.

Adesso si tratta di capire se il marmo estratto nelle aree non autorizzate sia stato dichiarato o se siamo di fronte anche a un nuovo caso di evasione fiscale e danno erariale (per la tassa marmi non pagata). Ma peggio ancora: in ballo c'è anche la sicurezza. Quelle gallerie non erano inserite nel piano di coltivazione; questo significa che non hanno mai ricevuto l'autorizzazione di Asl, che si occupa appunto della sicurezza nei luoghi di lavoro, incluso le cave.

I controlli sono diventati serrati dopo l'ultimo tragico incidente in cava, dove a morire sono stati due operai, Federico Benedetti e Roberto Ricci Antonioli, travolti da una frana di duemila tonnellate di marmo. Le indagini per capire le cause sono ancora in corso. Ma dalla Regione è partito subito il monito: chi non rispetta le normative per la sicurezza (incluso il piano di coltivazione) perde la concessione. L'assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, si è spinta oltre chiedendo al governo di inasprire le sanzioni penali per gli imprenditori che non si adegueranno alle nuove regole di sicurezza sul lavoro. Per questo, però, ci vuole una legge nazionale.

Per il momento, per quanto riguarda la cava Calacatta, un'ordinanza del presidente del Parco, Alberto Putamorsi, ha disposto «l'immediata» sospensione delle attività realizzate «in difformità dal nulla osta del Parco», sia quella nelle due gallerie abusive sia quella a cielo aperto. E ordina al trasgressore la «riduzione in pristino, la risistemazione e l'eventuale ricostruzione dell'assetto morfologico ed idrogeologico e delle specie vegetali e animali», come vuole la legge regionale 30-2015 nonché «la risistemazione ambientale, comprensiva dell'assetto definitivo delle discariche».

Melania Carnevali

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di Redazione web