Sicurezza
Musica nei locali, il calendario ancora non c’è
Già deciso il programma del Ccn, ma i singoli esercenti hanno tempo fino al 20 giugno
MASSA. Se hai un locale sai bene che d’estate da te ci si aspetta qualcosa di più del caffè mattutino e l’aperitivo serale. È vero, però, che organizzare eventi è alquanto complesso perché complessa e varia è la normativa con cui l’esercente è costretto a misurarsi.
Lo scorso anno - per aggiungerne una nuova - parecchi titolari di bar e locali hanno scoperto di non essere in regola con i loro gazebi e ombrelloni: il canone per l’occupazione del suolo pubblico l’avevano pagato e ritenevano di aver fatto quanto richiesto. Sbagliato: avrebbero dovuto anche modificare la loro Scia, ovvero la documentazione con cui il titolare del locale certifica l’inizio della attività. Perché se il caffè e il prosecchino lo servi all’interno del bar o all’esterno le cose cambiano e la burocrazia ogni cambiamento pretende di registrarlo. Così, dopo un paio di multe, quest’anno tutti quelli che vogliono accogliere i clienti, anche sotto gazebi e dehors, devono consegnare una documentazione che ampli la Scia già presentata.
Ma non è finita qui perché orientarsi nelle selva normativa su rumori ed eventi è impresa titanica: c’è un regolamento regionale, un regolamento comunale che a quello fiorentino si riferisce, ci sono zone distinte della città e per ciascuna distinti limiti di decibel consentiti. Per organizzare una manifestazione, senza deroga, quindi rispettando decibel e limite orario di mezzanotte, devi comunque richiedere formale autorizzazione al Comune e hai tempo - quest’anno - fino al 20 giugno. Il programma di eventi messo a punto dal centro commerciale naturale già c’è e a quel programma contribuiscono numerosi commercianti del centro storico, ma molti esercenti stanno ancora definendo i progetti per poi inoltrare richiesta a Palazzo civico che, prima del via libera, dovrà verificare la fattibilità o l’eventuale sovrapposizione di più eventi.
Del resto il regolamento regionale definisce anche un numero massimo di eventi consentiti nelle varie aree della città. E a quello il Comune è chiamato ad attenersi.
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