Sicurezza
«Marmo: gli incidenti sono diminuiti»
I dati dal 1999 al 2015 degli imprenditori: infortuni in calo sia nei laboratori che alle cave. Produzione scesa del 25%
CARRARA. Una lunga e dettagliata relazione dove Asssindustria ha messo nero su bianco dati e numeri sugli infortuni nel settore lapideo. Un report da cui emergono due dati importanti: gli inicdenti sarebbero diminuiti e pure la produzione in cacva.
«Gli incidenti che si sono verificati nel territorio di Massa Carrara nel 2015 e in questa prima parte del 2016 hanno riproposto il tema della sicurezza del lavoro nel settore lapideo- si legge nella nota - Gli incidenti mortali che si sono verificati nelle cave (4)e nei laboratori (2) hanno innescato una ferma reazione ed hanno elevato le soglie di attenzione generali; sono state annunciate iniziative mirate; sono state richieste nuove regole e maggiori controlli e sono iniziate le revisioni delle procedure e della organizzazione del lavoro».
«La Regione Toscana - prosgeue la nota - il 17 maggio 2016 ha varato un apposito piano straordinario per la sicurezza nella lavorazione del marmo nel distretto Apuo-versiliese (sono stati stanziati 2,5 milioni; è stato rafforzato il settore cave con l'assunzione di un ingegnere e due geologi e creata una rete per i controlli con un contingente massimo di 50 tecnici). In generale tutti gli attori del sistema, enti locali, sindacati, associazioni di imprese hanno avviato tavoli e programmi animati dal comune obbiettivo di evitare nuovi incidenti.
«I dati sugli infortuni mettono in luce che negli ultimi 15 anni, grazie all'attività di Asl, organizzazioni sindacale e imprese, vi sono stati costanti progressi sia nei valori assoluti che rapportati al numero dei lavoratori» si legge nella nota di Assindustria che analizza gli infortuni nel settore lapideo a Massa Carrara dal 1999 al 2015»: spiegano da Assindustria passando poi a snocciolare i dati.
«La riduzione degli incidenti è tangibile anche in rapporto al numero degli occupati. Negli ultimi 15 anni il rapporto "infortuni ogni 100 addetti" segna una netta flessione sia nelle cave (- 55,66%) che nei laboratori (-70,92%)- continua la nota - Al di là del fatto che ogni evento va analizzato nelle specifiche dinamiche, la frequenza dei gravi incidenti verificatisi recentemente ha sollevato una serie di domande generali sul contesto generale, su ritmi e organizzazione del lavoro, ecc. Per grandi linee i dati ufficiali evidenziano che negli ultimi quindici anni la produzione totale di prodotti è diminuita; dal picco del 1995 ad oggi la riduzione è stata pari al 25%.
L'occupazione nel settore lapideo a Massa Carrara nel periodo 2001-2015. La sostanziale stabilità dell'occupazione nelle cave della provincia apuana è documentata dai dati del Fondo Marmo, al quale sono obbligatoriamente iscritti i lavoratori del settore lapideo delle sole aziende industriali che applicano il contratto collettivo integrativo provinciale per il settore lapideo sottoscritto da Associazione Industriali ed i sindacati Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil ; ancorché incompleti (non comprende le imprese artigiane) la copertura è molto elevata per il settore estrattivo (90%); lo è meno (50%) per le lavorazioni e i laboratori».
«Le produzioni totali sono ottenute a fronte di una sostanziale stabilità del numero di occupati nelle cave- continua il resoconto dell’associaizone industriali - Marmi estratti per addetto nelle cave. I dati sulle produzioni delle cave (rilevati puntualmente dai Comuni e trasmessi alla Regione) e quelli degli addetti (ricostruiti da varie fonti: Inps, Cciaa, Fondo Marmo, ecc.) evidenziano che da 15 anni il rapporto tra quantità escavate e numero di addetti nelle cave oscilla attorno a 1.000/1.100 ton per addetto».
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