Il Tirreno

Cgil morosa, niente intesa col Comune sugli arretrati

di Manuela D'Angelo
Cgil morosa, niente intesa col Comune sugli arretrati

Master invierà una cartella esattoriale da 170mila euro al sindacato Tentata la transazione per i vecchi affitti della sede ma non è andata in porto

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MASSA. Nessun accordo trovato tra Cgil e Comune di Massa: il sindacato riceverà in questi giorni la cartella esattoriale da Master, con l'importo totale da pagare per gli affitti arretrati della ex sede in centro storico, 170 mila euro e a quel punto dovrà decidere se saldare, volendo anche a rate, oppure se preferire il dibattimento in sede civile.

La strada della conciliazione non ha portato a nulla in quest'ultimo anno, da quando cioè l'assessore al bilancio Giovanni Rutili, sommerso dalle segnalazioni di parti politiche, ha iniziato ad occuparsi di un contenzioso che vede protagonista la Cgil, il più grande sindacato d'Italia e della provincia apuana. Ieri mattina durante la commissione bilancio, l'assessore ha riferito ai consiglieri che l'amministrazione ha dato mandato all'ufficio legale di procedere iscrivendo a ruolo la cifra dovuta, frutto degli accertamenti interni, per la riscossione coattiva.170 mila euro, più o meno, che la Cgil dovrà pagare entro i termini prestabiliti, per non andare davanti ad un giudice e rendere tutto più lungo e spiacevole. Qualche mese fa la Cgil aveva fatto sapere che era intenzionata a pagare gli arretrati, qualora il comune le riconoscesse alcuni importanti lavori di ristrutturazione, effettuati a proprie spese nella sede storica della Cgil di piazza Mercurio. Il comune aveva accettato di visionare una perizia di parte, per verificare la legittimità dei lavori e della cifra investita: la Cgil parlò di lavori costati all'epoca 60 milioni di lire e cercò di convincere il comune a chiudere il contenzioso attuale "accontentandosi" di circa 70 mila euro, in pratica la metà di quanto chiesto dall'amministrazione . "Troppo poco" secondo il Comune. Nulla di fatto e così è partita la cartella di Master che, se non pagata, diventerà cartella Equitalia e se la vedranno in Tribunale. Ma come si è arrivati a tutto questo? I fatti risalgono al 1995, anni in cui la Cgil aveva preso in affitto due piani dello storico palazzo Nizza, circa 300 metri quadrati in pieno centro, per l'attività sindacale, ad un prezzo forfettario e senza un regolare contratto, almeno per i primi anni.

Difficile dire quanto avrebbe dovuto pagare allora e quanto pagò realmente, senza contare che, una volta entrata a palazzo Nizza, la Cgil iniziò a sistemare la sede a spese proprie: le scale traballanti, l'odore di fognatura, l'umidità, le crepe sui soffitti. Lavori per circa 60 milioni di lire. Purtroppo questa cifra non è riscontrabile in alcun documento ufficiale, perché le carte se le portò via l'alluvione del 2002, che devastò la sede centrale della Cgil a Carrara, allagando l'archivio.

Senza un regolare contratto d'affitto per i primi anni di occupazione del palazzo e senza le carte che documentano i lavori effettuati e la cifra spesa per il restauro, la Cgil non è risultata completamente credibile all'amministrazione e la sua proposta di chiuderla con un accordo da 70 mila euro non è stata accettata. «Va dato atto alla Cgil- commenta in commissione Rutili- di aver tentato qualsiasi soluzione per evitare l'inevitabile. La loro proposta era troppo bassa rispetto ai nostri riscontri e noi siamo una pubblica amministrazione che deve fare l'interesse della collettività. Spero che decidano di pagare e che non si arrivi in Tribunale».

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