Sicurezza
La rivincita dell’agricoltura
Crescono le aziende anche grazie ai finanziamenti per i giovani
CARRARA. Con il 2015 anche a Massa-Carrara si apre una nuova epoca, quella della rivincita dell’agricoltura nell’epoca post-industriale. L’epoca della crisi dell’industria e dei consumi. Lo confermano i dati della Camera di commercio, che spiegano come, dopo anni di valori negativi si inverte il trend imprenditoriale agricolo: nel corso dell’ultimo periodo le iscrizioni di nuove aziende sono state 80, a fronte di 67 cessazioni, e hanno prodotto un saldo positivo di 13 unità.
Nel corso del 2015 l’insieme dei prodotti agricoli e dell’industria alimentare ha ottenuto dalle importazioni una cifra in valore di 17 milioni di euro, in deciso aumento rispetto all’anno 2014, in valore assoluto 2,3 milioni di euro in più.
Le esportazioni hanno invece subito un lieve ridimensionamento del loro valore, perdendo circa 56mila euro, per assestarsi a un totale di prodotti esportati pari a 1,3 milioni di euro. Buoni gli andamenti nell’ultima stagione del vino e anche dell’olio, quest’ultimo in ripresa dopo il disastroso 2014. Anche per il castagno è stato l’anno della svolta, l’introduzione dell’antagonista naturale del cinipide galligeno, ha dato ottimi risultati. In tal senso va letto anche il recupero della produzione della Farina della Lunigiana Dop e del Miele di Castagno Dop della Lunigiana.
Importanti i contributi erogati ai giovani dal Piano di sviluppo rurale della regione Toscana: questa misura ha visto la presentazione da parte del territorio apuano di circa 93 progetti, di cui 64 sono stati finanziati, per un totale di quasi 10 milioni di euro di contributi.
Per Vincenzo Tongiani, presidente Coldiretti Massa Carrara «la multifunzionalità in agricoltura è la chiave del successo ed è la chiave di una ritrovata vivacità. Le 93 domande di giovani che vogliono investire in agricoltura è molto più di fuoco di paglia, è un segnale di una svolta epocale. L’agricoltura apuo-lunigianese è solo 1,2 del Pil locale: è una visione molto limitata. Ci sono fattori ambientali, culturali e turistici che non vengono tenuti in considerazione».
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