Il Tirreno

In quindici anni perse 2,6 milioni di presenze

di Melania Carnevali
In quindici anni perse 2,6 milioni di presenze

Il settore ricettivo segna una leggera crescita rispetto all’anno precedente Ma dal 2000 gli arrivi sono precipitati. Gli albergatori: «Manca un’idea di città»

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CARRARA. Il turismo è uno dei pochi settori che nel 2015 ha tenuto. Nel senso che non è calato rispetto al 2014: quasi tutte le strutture ricettive infatti hanno registrato un leggero aumento degli ingressi (si tratta a volte di “più” millesimali). Ma a volte le percentuali sono specchietti per le allodole, che distolgono l’attenzione dalla realtà. E la realtà, in questo caso, è che il turismo, negli ultimi quindici anni, ha registrato un’emorragia. Lenta, lenta. Che andava avanti a colpi di piccole percentuali di calo. Un meno 0,01 un anno, un meno 0,3 l’anno seguente. E intanto, dal 2000 al 2015, il territorio ha perso ben 2,6 milioni di presenze annue, ossia 3 turisti su 10, di cui l’85% determinato dal calo nelle case per le vacanze.

Lo rivela il dossier economia 2015 elaborato dall’Istituto di studi e ricerche della Camera di Commercio e presentato ieri mattina alla presenza anche delle persone che nel turismo ci lavorano. Come Claudio Lotto e Sabrina Giannetti, rispettivamente presidente degli albergatori e di Federalberghi Costa Apuana, persone che vivono nel turismo da anni e che lo hanno visto cambiare. «Quello che manca - dice Giannetti - è la programmazione del settore. Non è questo un’attività ludica che va avanti da sè, è un settore che ha bisogno di una logistica, proprio come tutti gli altri. E allora ci aspettiamo che con il passaggio delle competenze dalla Provincia ai Comuni, questa programmazione avvenga».

Nel 2015 il bilancio turistico, come detto, segna un sostanziale equilibrio rispetto all’anno precedente. Sono aumentate addirittura le presenze nelle strutture ricettive, anche se si tratta di un +0,7%, sostenuto dagli alberghi di fascia più elevata (4 stelle +10%, 3 stelle +2,4%) e dai Bed & Breakfast (+13,3%). Tengono anche i campeggi (+1,4%), in leggero calo gli agriturismi (-0,8%). Ma continuano a diminuire gli stranieri (-1,3%), in particolare i tedeschi (-16%). E diminuiscono ancora poi le seconde case (-0,3%), quelle che una volta rappresentavano lo zoccolo duro del turismo apuano.

«Non c’è mai stata una politica turistica», incalza Lotto. «Non basta rifare una strada o tappare un buco nell’asfalto- riprende - se non hai una visione di città. Noi vorremmo che la tassa di soggiorno diventasse una tassa di scopo, che venisse cioè impiegata nel turismo». «Le buche, le strade, le fognature - aggiunge Giannetti- sono lavori che noi dobbiamo pretendere come cittadini, non come addetti al turismo».

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