Il Tirreno

È crisi nera per il gruppo Bin Laden

di Alessandra Vivoli
È crisi nera per il gruppo Bin Laden

Ottantamila licenziamenti e 26 milioni di debiti. Ma gli operatori assicurano: nessun effetto domino per la Marmi Carrara

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CARRARA. La crisi tocca anche i big. Un articolo di stampa internazionale che lancia l’allarme sulle condizioni di un colosso, il Saudi Bin Laden Group, legato a doppio filo con il territorio di Carrara: il gruppo è ormai da un paio di anni detentore del 50% della Marmi Carrara, l’azienda leader del settore lapideo apuano.

Un allarme che viene ridimensionato dagli operatori che, da Carrara, seguono la Cpc holding dei Bin Laden: nessuna ripercussione sugli affari del marmo.

Allarme crisi per il Bin Laden Group. “Sono state segnalate ulteriori proteste scoppiate fra gli operai edili del sofferente Saudi Bin Laden Group, che si lamentano dei ritardi nel pagamento degli stipendi e degli alloggi miseri”.

Secondo i media locali, le forze saudite di sicurezza arabe sono intervenute per fermare le proteste di circa 150 lavoratori, che stanno lavorando a una costruzione tanto tormentata quanto gigantesca, che ha originato enormi perdite dopo il devastante crollo di una gru che ha ucciso più di 100 persone alla Mecca lo scorso anno.

Molti dipendenti affermano di non essere stati pagati da più di sei mesi. A conseguenza di ciò questo anno sono scoppiate una serie di proteste, tra cui una il mese scorso che ha visto i lavoratori dare fuoco a sette autobus aziendali, a causa del mancato pagamento dei salari e dell'annuncio di migliaia di licenziamenti.

Saudi Bin Laden Group ha licenziato più di 80.000 lavoratori espatriati da altri paesi - i media locali hanno affermato - ma ha pagato gli stipendi arretrati per circa 35.000 lavoratori.

È stato detto che il gruppo il mese scorso avrebbe pagato 26.6 milioni di dollari di debiti, rappresentanti un mese di stipendio.

La Saudi Gazette ha riferito che le proteste di questa settimana sono avvenute anche a causa di una presunta mancanza di alloggio adeguato per i lavoratori.

Il portavoce della polizia della Mecca ha detto che i lavoratori si sono riuniti nei locali uffici del gruppo nel distretto di Al Rahmaniya intorno alle 21 di lunedì e hanno danneggiato i veicoli aziendali in sosta nella zona. «Dopo l'intervento, i lavoratori - così riportava il giornale saudita - hanno fermato la loro protesta e sono rientrati nei loro alloggi, così è stato riportato dal portavoce della polizia».

«Nessuna ripercussione sulla Marmi Carrara». Chi segue, dal territorio apuano, gli affari del marmo del gruppo Bin Laden non ha dubbi.

«Nessuna ripercussione su Marmi Carrara. La notizia è comunque già superata visto che l'azione di ricambio dei vertici (che non riguarda i nostri riferimenti sull’investimento a Carrara) sta velocemente riportando alla normalità la situazione».

Insomma gli affari nel marmo e le commesse che il colosso delle costruzioni della famiglia Bin Laden ha portato all’ombra delle Apuane non avrebbero subito contraccolpi. Tanto che, proprio nelle settimane scorse sono ripartiti i lavori e la maxi fornitura per la moschea. Quei lavori che rappresentanto una boccata di ossigeno anche per le aziende coinvolte in questa opera tutta all’insegna del marmo bianco lavorato nel distretto apuano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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