Il Tirreno

Cancello crollato, parla il custode

di Alessandra Vivoli
Cancello crollato, parla il custode

Interrogato l’addetto ai bagni pubblici. Due le ipotesi al vaglio: incidente o cattiva manutenzione

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CARRARA. «Io ho parlato con i vigili e i carabinieri, non devo aggiungere altro».

Solo poche parole quelle dette telefonicamente dal custode dei bagni pubblici di piazza D’Armi, intervenuto per aiutare la maestra del marco ad aprire l’anta del cancello poi frano addosso a due bambini. Una cosa è certa: l’uomo è stato sentito sia dalla polizia municipale(che sta portando avanti le indagini con il compito di presentare una relazione completa sul tavolo della magistratura) che dai carabinieri che sono intervenuti subito dopo il crollo in piazza D’Armi.

La ricostruzione del custode è stata messa quindi agli atti: si tratta di una testimonianza fondamentale per capire cosa sia successo precisamente all’uscita di scuola, quando un’anta del cancello, quella che secondo la dirigente da anni non veniva utilizzata, è stata aperta ed ha travolto e ferito in modo non grave due bambini di seconda elementare.

Le due ipotesi al vaglio. Da una parte la ricostruzione “a caldo”, subito dopo l’incidente. Chi era presente (i genitori che andavano a prendere i loro figli) hanno raccontato di una parte del cancello, un’anta, che si è staccata dopo che una maestra ha cercato di aprirla e, non riuscendoci, avrebbe chiesto l’intervento del custode dei bagni pubblici accanto.

La polizia municipale ha al vaglio due ipotesi: da un lato quella dell’incidente, legato all’intervento umano.

Dall’altra una cattiva manutenzione che avrebbe provocato il crollo del cancello: l’intervento del custode a quel punto sarebbe stato necessario solo per evitare che potesse provocare danni più gravi.

La perizia. Un altro tassello importante per le indagini della polizia municipale sarà il risultato della perizia che è in corso nella parte del sottopasso dove è avvenuto il crollo e sulla parte del cancello che si è staccata.

Sotto accusa resta comunque lo stato di degrado in cui versa il soffitto del sottopasso del Saffi, quello stesso per cui nel gennaio scorso era partita la segnalazione della dirigente per le infiltrazioni d’acqua che avevano danneggiato l’impianto di illuminazione. In sostanza allo studio è anche il nesso, eventuale, ci causa ed effetto fra il cattivo stato del solaio del tunnel sotto cui passavano i bambini e le ripercussioni sul perno dell’anta crollata.

I nuovi testimoni e la relazione. Le indagini condotte dalla polizia municipale sono ancora in corso.

Già domani verranno sentiti altri testimoni, le persone che avendo visto da vicino quanto successo all’uscita del sottopasso che affaccia su piazza D’Armi potranno raccontare la loro versione dei fatti. I vigili acquisiranno anche il report che la dirigente Luciana Ceccarelli consegnerà al sindaco Angelo Zubbani prima dell’incontro con i genitori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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