Il Tirreno

Aumentano imprese e occupati

Aumentano imprese e occupati

Ma rimane forte la crisi soprattutto nell’edilizia e nel commercio

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CARRARA. La brutta notizia è che il tasso di disoccupazione della provincia continua a essere superiore sia a quello della media toscana ( 9,2%) sia a quella nazionale (11,9%). La bella notizia però è che è in calo: nel 2015 è infatti scesa al 12,4%, di ben 4,2 percentuali rispetto all’anno precedente.

Cresce infatti il tessuto imprenditoriale, rispetto alla media regionale e italiana, e rimane da record l’export. Il 2015 ha registrato poi l’exploit di un settore rimasto fino ad oggi in penombra, quello dell’ambulantato, che negli ultimi cinque anni è esploso, registrando un aumento del 10% dal 2010.Cresce anche l’agricoltura, ma rimangono invece vittime della crisi l’edilizia, dove tiene solo l’impiantistica, e il commercio, anche quello alimentare.

È la fotografia scattata dal rapporto economia dell’istituto di Studi e ricerche della Camera di commercio, presentato ieri mattina in uno dei luoghi simbolo allo stesso tempo della crisi e del rilancio dell’economia locale: lo stabilimento della Iglom, ex Eaton, la multinazionale Usa che nel 2008 chiuse i battenti lasciando a casa oltre 340 operai. Presente tutta la crème dell’imprenditoria locali e le istituzioni: il sindaco di Massa, Alessandro Volpi, gli assessori alle attività produttive di Massa e Carrara, Gabriele Carioli e Riccardo Coppola, il neo sindaco di Montignoso, Gianni Lorenzetti, il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri. E ancora deputati, senatori, consiglieri regionali, imprenditori, artigiani. Perché ieri, nella giornata dell’economia apuana, si parlava del passato - il dossier - ma anche del futuro, di come rilanciare questo territorio che nonostante veda piccoli passi in avanti continua a essere fortemente caratterizzato dalla disoccupazione, dalla crisi, da un’imprenditoria coraggiosa che però non trova terreno fertile per andare avanti. Lo dicono le storie e i numeri.

Edilizia crisi infinita. Il fatturato nel 2015 è diminuito in ambito provinciale del -3,4% e l’occupazione del -1,4%. Quasi paralizzate le nuove costruzioni, tanto che le imprese del comparto denunciano un calo del fatturato del -16% e i finanziamenti bancari concessi a tale fine si riducono su base annua del -17,6%. Tiene soltanto l’impiantistica (fatturato -0,6%). Negli ultimi cinque anni il settore ha perso complessivamente il 10% delle imprese e il 25% della forza lavoro (-2 mila addetti).

Commercio ancora in calo. Quello appena trascorso è stato un altro anno nero con un ulteriore calo del 4,8%. Critici tutti i settori compreso l’alimentare (-4,3%) e la medio-grande distribuzione (-2,3%). Reggono solo gli hard discount, le marche private delle grandi catene distributive, e il commercio on line. La rete distributiva fissa, negli ultimi cinque anni, si è ridotta di quasi il -6%, perdendo 170 attività. Ma il dato è anche un altro: il commercio ha preso la direzione di una monocultura, o quasi, quella della moda. Rispetto alle altre province della Toscana c’è una prevalenza smisurata infatti delle attivitàche vendono prodotti di moda: 1 su 3 opera infatti in questo comparto. Un vero e proprio primato nazionale.Esplode poi, come detto, l’ambulantato con più 320 imprese dal 2010, anche per l’emersione di attività straniere.

Artigianato in difficoltà. Nella provincia ci sono 7.089 imprenditori artigiani attivi, che erano 7.325 a fine 2014. Peggio ancora se si guarda al quinquennio: il calo è di 693 persone.

Porto: banchine in affanno. Il totale della movimentazione è risultato, nel 2015, il peggior della storia, o quasi, con una perdita in termini percentuali del -16,1% rispetto al già nero 2014. Nella distinzione tra le merci imbarcate e quelle sbarcate: nel primo caso la quota totale pari a tonnellate 833.343 ha ottenuto una diminuzione, nel raffronto con l’anno precedente, del -19%, in valore assoluto 204mila tonnellate in meno. Dal lato degli sbarchi la diminuzione registrata a fine 2015 è stata meno pesante, per un -10,3%, per un totale di 65mila tonnellate. Per quanto riguarda la movimentazione dei prodotti lapidei, questo, nell’ultimo anno ha perso il -26,7 agli imbarchi, per un totale di 60mila tonnellate in meno.

Marmo stazionario. Sull’estrazione al monte si stima una sostanziale stazionarietà rispetto all’anno precedente, mentre la trasformazione accusa una leggera perdita sulla produzione.

Ma se questa era la parte negativa, il 2015 ha portato a casa anche qualcosa di buono.

La rivincita dell’agricoltura, ad esempio, con l’iscrizione di 80 nuove aziende, a fronte di 67 cessazioni, le quali hanno prodotto un saldo positivo di 13 unità.

Export ancora da record. I risultati ottimi ottenuti negli ultimi anni non sono stati confermati nel 2015, la variazione negativa è del 9%. Ma si tratta di un dato “viziato” dal fatto che Nuovo Pignone, l’azienda che da sola regge buona parte dell’export manifatturiero apuano, fattura le sue commesse in determinati periodi dell’anno, incidendo in modo pesante sui numeri finali.

Mercato del lavoro. A fine 2015 le forze lavoro in provincia sono state 87.430, un risultato inferiore di ben 1.941 unità rispetto al 2014, per una variazione del -2,2%. Il tasso di inattività, è risultato pari al 31,2%, in salita di 1,2 punti percentuali rispetto al 2014. A consuntivo 2015 gli occupati provinciali sono stati 76.631, in aumento di 1.890 unità rispetto all’anno 2014, una crescita del +2,5%, che è arrivata al +2,8% per la componente femminile e del +2,3% per quella maschile. Diminuiscono le persone in cerca di occupazione: meno 3.831 unità, in calo del -26,2% rispetto all’anno precedente.

Quattro nuove imprese al giorno. I dati del registro camerale mostrano la presenza di 22.906 imprese registrate e in crescita del +0,92% rispetto all’anno precedente. Segnali positivi anche per le imprese attive pari a 19.105 unità (+0,3%) e anche per il totale delle localizzazioni che assommano a 27.368 imprese (+0,8%). Il tessuto imprenditoriale cresce maggiormente rispetto a quello medio della Toscana (+0,88) e dell’Italia (+0,75%). Per una volta quindi la provincia fa la differenza in positivo.

Risorge la nautica. Frena la caduta del settore industriale che, nel 2015, ha registrato un calo solo del -0,8%. La novità è che ritorna in positivo la nautica da diporto dopo molti anni di crisi (+6,7%). Negli ultimi cinque anni il settore ha perso nel suo complesso circa 120 attività (-4%), sempre meno comunque della media regionale (-4,5%) e nazionale (-6,5%), e dal 2007 i livelli produttivi hanno perso il -34%, quelli occupazionali il -9%.

Aumenta il reddito. Il valore aggiunto complessivo realizzato nell’anno 2015 è stato pari a 4.130 milioni di euro, in crescita di 60 milioni rispetto al 2014, per una variazione del +1,5%; un incremento in termini percentuale superiore, seppur lievemente, sia al dato positivo regionale (+1,4%), sia a quello nazionale (1,3%).

Melania Carnevali

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