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Due big del marmo “adottano” il monumento a Alberto Meschi

Due big del marmo “adottano” il monumento a Alberto Meschi

CARRARA. Dopo la Frine di Buttini, una seconda opera d’arte del centro città e’ stata adottata da una ditta privata: grazie a questa “donazione” la scultura sarà restaurata e riportata allo splendore...

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CARRARA. Dopo la Frine di Buttini, una seconda opera d’arte del centro città e’ stata adottata da una ditta privata: grazie a questa “donazione” la scultura sarà restaurata e riportata allo splendore di un tempo. Un big del marmo che adotta una scultura e ne finanzia il restauro è già di per sé una notizia. Se poi si scopre che l’opera in questione è il monumento dedicato ad Alberto Meschi, il sindacalista simbolo delle lotte dei cavatori, allora l’iniziativa assume anche un importante valore simbolico, soprattutto dopo la raffica di incidenti registrati nei bacini marmiferi negli ultimi mesi. La statua che sorge in piazza D’Armi dedicata al Segretario della Camera del Lavoro che riuscì a ridurre l'orario di lavoro dei cavatori da 12 a 7 ore, meta ogni primo maggio delle celebrazioni degli anarchici, sarà restaurata grazie a una donazione della Gemignani e Vanelli. Lo annuncia nei suoi panni di assessore al Decoro Urbano Riccardo Coppola nell’ambito del progetto “Adotta un monumento” un’iniziativa che punta a ridare pieno splendore a 13 opere d’arte sparse nel centro città. «Si tratta del secondo monumento adottato e restaurato da un privato. Il modello è lo stesso dell’intervento precedente, quello sulla Frine di Buttini» sottolinea Coppola. Il riferimento è all’operazione da 20 mila euro effettuata nell’autunno dello scorso anno sulla “Venere” di Largo XXV Aprile e realizzata grazie al contributo della A.G.P. Consulting srl di Cuneo, la società a cui fa capo la Galleria" Duomo" di Carrara. Adesso sarà la volta del monumento a Meschi che tornerà a splendere grazie a un intervento da circa 15 mila euro finanziato appunto dalla Gemnignani e Vanelli. Anche qui la “pulizia” dei marmi sarà corredata da un intervento sulla vegetazione che circonda l’opera: il restauro sarà affidato a una ditta specializzata e verrà realizzato nel rispetto delle indicazioni della Sovrintendenza dei Beni Architettonici e Artistici che dovrà dare il nulla osta al progetto. «È un’iniziativa di grande valore che avvalora la collaborazione tra pubblico e imprese» ha commentato soddisfatto l’assessore Coppola. (c.ch.)

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