Attenzione
Cermec, i conti tornano Bosetti lascia: sono stanco
Emanuele Giorgi è il nuovo amministratore unico dell’azienda dei rifiuti Utile di 2,3 milioni di euro, il maxi debito del concordato scende a 11,8 milioni
MASSA. Ugo Bosetti dà le dimissioni da amministratore unico di Cermec, l’azienda pubblica di trasformazione dei rifiuti. Al suo posto viene nominato Emanuele Giorgi, noto commercialista carrarese, già liquidatore della Carrarese calcio.
Nessun "incidente di percorso": Bosetti lascia «per stanchezza» - così dice - dopo sei anni alla guida della più importante impresa pubblica del territorio, lasciando però la società con un utile di oltre 2 milioni di euro, il doppio rispetto al 2014, e un debito dimezzato rispetto al 2011, anno dello scoppio dello scandalo dei rifiuti. Se ne va quindi lasciando a metà il percorso di risanamento dell'azienda, ancora in concordato preventivo, ma le dimissioni, spiega «nascono unicamente da una estrema fatica personale a portare avanti la mia attività professionale con i costanti impegni del ruolo di amministratore unico di Cermec». Era il 2009 quando Bosetti entrò in un'azienda che sembrava floridissima con, sulla carta, un utile di 46.212 euro. Cifra in realtà fittizia che nascondeva gravi irregolarità nella gestione dell'azienda e un buco da 25 milioni di euro. La società, nel 2010, chiuse il bilancio con un passivo di oltre 21 milioni di euro. In cinque anni è arrivata a un attivo di oltre 2 milioni di euro, 2.361.297 per la precisione Come ci è riuscita? Anzitutto con un aumento della produzione, passata da 14.630.622 euro nel 2010 a 18.237.079 nel 2015, e con un incremento di 3.306.755 euro solo rispetto al 2014 (quando la produzione si fermò a 15.027.901 euro). Tutto grazie all'aumento del conferimento di rifiuti (sia urbani indifferenziati sia di frazione umida) da Amiu Genova e da altre aziende dell'Ato. È rimasto invariato invece il conferimento di rifiuti da parte dei comuni della Lunigiana, nonostante la sottoscrizione di accordi istituzionali fra i sindaci soci di Cermec e l'Unione dei comuni della Lunigiana e la Provincia.
Ma «i soci e l'amministratore unico di Cermec - si legge nel bilancio appena approvato - sono impegnati per far sì che si rimuovano al più presto gli elementi di criticità e si possa ricostituire l'unicità del ciclo di trattamento dei rifiuti a livello provinciale». L'andamento della produzione in questi anni, come fa notare lo stesso Bosetti nella sua relazione di fine mandato, è andata di pari passo con l'esecuzione del piano concordatario come da manuale e quindi con la progressiva riduzione del debito, oggi fermo a 11.815.371 euro (nel 2014 era di 14.176.667). Debito che, secondo i piani del bilancio, verrà estinto completamente nel 2020. Obiettivo raggiunto, quello della riduzione del debito, per due motivi. Il primo: l'intero fabbisogno concordatario è stato garantito con il normale flusso di cassa; in altre parole senza mai ricorrere a strumenti di accesso al credito o a finanziamenti straordinari dei soci. Il secondo per la progressiva riduzione delle tariffe applicate ai Comuni soci.
Questo si è tradotto ovviamente nello stop agli investimenti e in risparmi, anche (o soprattutto) nel personale. Con il blocco del turn over i dipendenti sono passati da 59 nel 2009 a 52 nel 2016, nonostante invece i rifiuti procapite siano aumentati. I premi di produzione "a pioggia" sono poi stati sostituiti con criteri di valutazione per la distribuzione individuale del premio di produzione. E questo ha portato a un leggero aumento dei costi del personale rispetto al 2014 di circa 153mila euro. I costi però sono diminuiti negli ultimi sei anni passando da 3.010.927 euro nel 2009 a 2.951.143 nel 2015.
La società, come detto, chiude il 2015 con un utile da oltre 2,3 milioni di euro. Il bilancio è stato approvato l'8 giugno, insieme alla nomina del nuovo amministratore unico. Il testimone passa quindi a Emanuele Giorgi, che avrà il compito di traghettare la società fuori dal concordato.
Melania Carnevali
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