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Scandalo forno in Cassazione Il Comune sarà parte civile
MASSA. Arriva in Cassazione il processo per lo scandalo del foro crematorio di Mirteto: dopo quasi un anno dalla sentenza della Corte di Appello, il 22 giugno, in seduta pubblica davanti alla sesta...
MASSA. Arriva in Cassazione il processo per lo scandalo del foro crematorio di Mirteto: dopo quasi un anno dalla sentenza della Corte di Appello, il 22 giugno, in seduta pubblica davanti alla sesta sezione della Suprema Corte si definirà il verdetto definitivo sulla vicenda. A impugnare la sentenza di secondo grado sono stati otto imputati. In secondo grado a Renato Alibani sono stati inflitti sei anni e due mesi, mentre per i suoi operai tre anni ad Alessandro Dazzi e Piero Dell’Amico, tre anni e sette mesi a Marco Grassi, quattro anni e due mesi per Maurizio Guerra. Condanna di un anno e sei mesi per l’imprenditore Enrico Palladini. Per l’ex funzionario dei servizi cimiteriali del Comune di Massa, Renzo Fialdini la pena era stata di due anni e tre mesi. In primo grado il dipendente pubblico aveva preso otto mesi per falso (reato confermato anche a Genova). A Roma, dunque, la posizione di Fialdini appare la più incerta: la Suprema corte farà prevalere la tesi del collegio di Massa oppure quella di Genova?
Intanto anche il Comune si prepara all’appuntamento in Cassazione: si costituirà, come avvenuto nei precedenti gradi di giudizio, come parte civile, per ottenere risarcimento dai danni che gli imputati hanno (avrebbero) provocato all’ente. Ma nello stesso tempo, il Comune è anche responsabile civile in relazione alla posizione di Fialdini, suo dipendente imputato.
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