Il dolore
Due segnalazioni precise ma non sull’anta crollata
La dirigente: quella parte non veniva mai usata, come se fosse stata murata Il 6 ottobre e l’11 gennaio le due mail inviate agli uffici tecnici di palazzo civico
CARRARA. Due date, quelle delle segnalazioni ufficiali inviate dal computer dell’istituto comprensivo Carrara e paesi a monte che riguardano il sottopassaggio dell’istituto Saffi, quello dove mercoledì a fine mattinata è crollata un’anta del cancello, ferendo due bambini.
La prima segnalazione è del 6 ottobre 2015 e riguarda la riparazione della rete di protezione del cancello stesso. La seconda, l’11 gennaio 2016, è relativa alle infiltrazioni d’acqua che mandavano in tilt il sistema elettrico (i neon) del tunnel da cui passano i bambini per uscire.
I messaggi da parte della scuola, quindi, ci sono stati ma è proprio la dirigente, Luciana Ceccarelli a fare chiarezza: «Non abbiamo mai chiesto di controllare i perni dell’anta crollata l’altro giorno - spiega - quell’anta noi non la usiamo mai, è chiusa da anni». E, mentre si appresta a mettere nero su bianco una relazione che verrà consegnata al sindaco Zubbani, la preside accetta di rispondere alle nostre domande.
Preside cominciamo dalle segnalazioni che, come scuola, avete inviato all’ufficio tecnico del Comune.
«Allora per prima cosa bisogna fare chiarezza: le segnalazioni che abbiamo inviato al Comune sono tante. Ma per quel che riguarda la parte di cancello crollato quell’anta per noi avrebbe potuto essere murata col cemento armato: non l’abbiamo mai aperta». «Noi abbiamo inviato una segnalazione per una grata che si era staccata dal cancello, proprio in quella parte che è crollata, il 6 ottobre scorso: di notte entravano dentro il tunnel i gatti. Abbiamo scritto al Comune e hanno provveduto a ripararla. L’altra segnalazione riguardava le infiltrazioni di acqua nel sottopasso: abbiamo scritto agli uffici l’undici gennaio e sono intervenuti. Non abbiamo mai chiesto di fare verifiche sui perni dei quella parte del cancello che poi è crollata semplicemente perché non veniva utilizzata».
Ecco perché quell’anta del cancello non veniva mai aperta?
«I bambini escono solo da una parte del cancello, da sempre, non da questi tre anni della mia reggenza. Questo avviene per controllare i flussi, per impedire che i bambini comincino a correre a destra e sinistra e per evitare che entrino dentro i genitori, creando ulteriore confusione. Quindi quella parte del cancello proprio non la consideravamo. Come fosse murata. La dimostrazione di questo è che la maestra non riusciva ad aprirla».
Ci scusi ma non è lecito pensare che le infiltrazioni - da voi segnalate - potessero danneggiare il cancello?
«Io non sono un ingegnere e neppure un architetto, non ho un ufficio tecnico, come avviene per gli istituti superiori, ma solo un assistente amministrativo che si occupa di inoltrare e raccogliere le varie segnalazioni».
«Tempo fa c’era un problema sulla porta d’ingresso centrale, del Saffi. L’abbiamo segnalata con urgenza e in quel caso c’è stato l’intervento tempestivo dell’amministrazione. Quell’ingresso è infatti quello che utilizziamo tutti i giorni. Del sottopasso, lo dico ancora una volta, usiamo da sempre solo parzialmente l’apertura del cancello. I bambini escono solo da una parte, l’altra resta chiusa sempre».
Alessandra Vivoli
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